martedì, marzo 27, 2007

Tempi duri

Non abbiamo alcuna scelta
Dobbiamo affrontarli quando capitano
E capitano sempre quando sono scomodi
Senza avere avuto nessun invito
Senza che qualcuno potesse prepararsi
Senza rete

Non abbiamo alcuna scelta
Quando scegliamo di affrontarli
Riescono sempre a sorprenderci
Quello che avevamo pensato come strategia
Si rivela improvvisamente inutile
Fatuo
Fasullo

Non abbiamo alcuna scelta
Non esistono regole già scritte
Non esistono manuali da leggere
Non esistono numeri verdi da chiamare

Non abbiamo alcuna scelta

Dobbiamo essere più duri
Dei tempi duri

mercoledì, marzo 21, 2007

21 Marzo

Nonostante le previsioni
nonostante le nubi scure
nonostante l'aria gelata

Sole
Caldo

E faccio fatica a distinguere
la Primavera che arriva
dalla Primavera dell'anima
e del cuore
che mi sta accompagnando

Nonostante le previsioni
nonostante le nubi scure
nonostante l'aria gelata

venerdì, marzo 02, 2007

Cappuccetto Rosso

La notte è passata, il freddo ha lasciato il posto a una tiepida aria, mai troppo calda: il bosco mi protegge dal sole bollente dell'estate. Cammino spensierato, riposato, lieto della nuova giornata che mi è stata donata, solare, con il cielo pulito.
I suoni del bosco che mi accompagnano nella mia passeggiata.
Un rumore inconsueto attrae la mia attenzione. Un ramo spezzato, delle scarpe che calpestano i ciottoli del sentiero che attraversa il bosco. Guardo verso la fonte del rumore, vedo una bambina, che cammina tranquilla, con un cesto sottobraccio pieno di vivande, e una mantella rossa sulle spalle.
Mi chiedo cosa ci fa, di prima mattina, una bambina tutta sola nel bosco.
Ora, avrà i suoi buoni motivi, e poi è tranquilla, e io ho le mie cose da fare. Che ci penso a fare?
Poi cedo alla tentazione, e vado verso di lei.
Lei si accorge di me solo quando sono molto vicino, e in effetti il suo sguardo cambia, perplessità e sorpresa si affacciano su quel viso fino a un attimo prima rilassato e sereno.

"Ciao" esordisco..
Lei mi guarda un po' di traverso e poi fa "Ciao..senti, avrei un po' fretta, devo andare dalla nonna...mi fai passare?"
"Ma certo" faccio io "mi preoccupavo solo un po', tutta sola, nel bosco, a quest'ora...insomma..il bosco può essere pericoloso..."
"Lo so che può essere pericoloso" fa lei "la mamma me lo dice sempre di stare attenta, soprattutto al lupo"
"Ah..va beh..se vuoi ti accompagno per un po'.."
"Oh grazie...ma non vorrei essere di peso...magari avevi delle cose da fare"
"Nessun peso...e quelle cose possono aspettare...da che parte?"
"Di là"

Cominciamo a camminare fianco a fianco, a parlare del più e del meno, a raccontarci un pochettino, io così più vecchio di lei.
Però la giornata che era iniziata così bene continua meglio.
Così insospettabile trovare così interessante una passeggiata con una bambina nel bosco.
Tanto che delle cose che dovevo fare presto mi scordo.
Tanto che il momento in cui il bosco sta per finire e si vede non troppo lontana la casa della nonna arriva in un lampo, e mi viene da pensare "troppo presto..".

"Oh beh, allora ciao"
"Ciao a te, e grazie di avermi accompagnata, ma non solo...oggi mi hai insegnato una cosa importante.."
"Davvero? Mi sembra che abbiamo parlato solo di cose futili...oh per carità...non volevo offendere...insomma...io sono stato benissimo...dovrei io ringraziare te..."
"Ma figurati, sono io a ringraziarti, perchè mi hai fatto capire una cosa fondamentale."
"E cosa?"
"Non esistono ruoli prefissati, o istinti incontrollabili, ognuno di noi decide cosa vuole essere, e magari cambia giorno dopo giorno, ora dopo ora"
"E come fai a dirlo?"
"Guardati te...la mamma ogni giorno mi dice di stare attenta quando vengo nel bosco, soprattutto per il lupo...e invece? Finisce che mi scorti fino dalla nonna...e addirittura mi ringrazi...e tu saresti così il Lupo Cattivo? Ma va..."
"Ma allora lo sapevi, fin dall'inizio? E non ti sei spaventata?"
"E perchè avrei dovuto? Non mi sei mica saltato addosso...non ci hai nemmeno provato. E io sono una bambina educata."
"Ah ecco...non so se essere contento...pensavo finalmente di avere avuto una scelta...qualcuno che non mi conosceva...che potevo essere diverso...e invece..."
"E invece DEVI essere contento...tu puoi essere quello che vuoi...basta che lo decidi...e oggi ne è la dimostrazione...su dai...io ci sto benissimo con te...ma si fa tardi e poi la nonna si preoccupa...chissà cosa dirà quando glielo racconto...oh, ma non la finiamo mica qua la discussione, eh? Devo tornare indietro e poi vengo dalla nonna due o tre volte alla settimana...farmi accompagnare da te sarà un piacere...tutte le volte che vuoi, ok?"
"Oh...certo...ok...sarà un piacere...beh...ciao"
"Ciao...vado...alla prossima!!"

Lei se ne va saltellando, cristallina e raggiante.
Io rimango un po' così...sorpreso...il pelo leggermente rizzato da un sottile brivido che mi percorre mentre la guardo allontanarsi...e allo stesso tempo arrivare alla casettina della nonna.
Una strana inquietudine mi assale...essere quello che voglio...e oggi cosa volevo essere? Cosa mi ero messo in testa?
Eppure sono stato bene.
E' stato così bello.
Posso essere quello che voglio.
Oh beh.

E improvvisamente decido.

Cappuccetto Rosso quasi non se ne è accorta. Un morso preciso alla giugulare le ha quasi staccato la testa un attimo dopo che la porta era crollata a terra, e va bene così, non volevo far soffrire quella simpatica bambina. Per la nonna forse avrei anche potuto risparmiare le energie, visto come era pallida dopo la mia entrata ad effetto, ma anche lei non meritava inutili sofferenze, e poi è bastata una zampata.
Un po' di teatro...sangue qua e là...
Ho seppellito con cura i due corpi, non mi sarei mai potuto perdonare se avessi mangiato di lei e di sua nonna.
Dopotutto, posso essere cosa voglio.
Ma è meglio che non si sappia in giro.

giovedì, marzo 01, 2007

Dimmi (Rio)

Dimmi le cose che hai da dire
libera il cuore fallo gridare
togli i dubbi che hai di noi

Dimmi che siamo la stessa canzone
che gira ogni giorno a ripetizione
quella che non stanca mai

Dimmi che il tempo resta uguale
se piove c'è il sole o c'è la neve
adesso il cielo siamo noi

Per quanto tempo resterai
tra le mie braccia
c'è solo il vento che mi dai
Soffiami addosso

Dimmi qualcosa senza parlare
fallo con gli occhi con il calore
quello che mi dai

Dimmi che siamo in un bicchiere
sgocciola sempre qualcosa da bere
la sete non passa mai

Per quanto tempo resterai
tra le mie braccia
c'è solo il vento che mi dai
Soffiami addosso

soli in questa terra
soli in mezzo ad una folla
c'è una luce su di noi
soli nella sabbia
soli in mezzo a tanta nebbia
camminiamo insieme dai

Per quanto tempo resterai
qui tra le mie braccia
c'è solo il vento che mi dai
Soffiami addosso

Comunicazione di servizio: "Farina del mio sacco"

Non è che fosse previsto di inserire roba di altri qua dentro. L'idea è che fosse tutta "farina del mio sacco".
Ma capita che quello che ci capita, quello che siamo, quello che proviamo, molte volte viene definito in modo perfetto da altre persone, in maniera inconsapevole.
Così succede che certe cose vengono dette in maniera perfetta da chi è più bravo di noi, evidentemente.

E allora ho cambiato idea.
Di tanto in tanto inserirò cose di altri, testi di canzoni, pezzi di libro, altre cose.
Un po' di arretrati ce li ho.
Però inizio da una cosa nuova.

Vi prometto di non esagerare...e di non impigrirmi (sempre che poi ci teniate così tanto ad altra farina-del-mio-sacco ;-) ).
Fine della comunicazione di servizio.

venerdì, febbraio 23, 2007

Latte versato

Ce lo dicono fin da piccoli.
Mai piangere sul latte versato.
Non serve.
Che tanto non si può tornare indietro...e il latte annacquato è pure cattivo.

Però ogni tanto fa bene.
Cazzo se fa bene.

E così te ne stai lì, gomiti sul tavolo, con le tue gocce che si diluiscono in tanti rivoli trasparenti in mezzo al bianco sparso, mentre le propaggini liquide si avvicinano al bordo...e poi le sue, del latte, le gocce intendo, che inesorabilmente cominciano a cadere verso terra.

E te pensi "Almeno il pavimento lo salvo" e muovi le braccia e le mani per prenderla.
E non c'è verso...arrivi sempre dopo, un attimo dopo, e la goccia arriva giù...
dell'altro,
l'ennesimo,
latte versato.
E più ci provi, più è frustrante.
Sei pesante, lento, impacciato.
Sembra un brutto sogno, come quando sei sui binari e arriva il treno, e te tenti di scappare ma ogni movimento pesa il triplo, e l'aria ti si avvolge attorno come fosse un guanto di lattice.

Qualche volta, raramente, una goccia la prendi.
E rimani lì, a guardarti la mano, un po' incredulo.
Giusto un attimo, perchè poi c'è da prendere la seconda.
E insospettabilmente rapido..ce la fai.
E poi la terza.
E una dopo l'altra.
E allora pensi "Dai...forse stavolta è servito...è servito".

E fanculo i proverbi.

venerdì, febbraio 16, 2007

Strappato

E arriva poi il momento
in cui ti senti
strappato

Strappato dalla vita
che ti sembrava così tranquilla
e scontata

Strappato dalla vita
che ti sembrava così pronta
ad accoglierti

Strappato in due
il cuore aperto e sanguinante
i polmoni vuoti
il respiro mozzato
lo sguardo perso nel vuoto

Che ti aspetta

Per ingoiarti

Anche a pezzi

martedì, febbraio 13, 2007

Ponende (a volte la mente fa brutti scherzi...anzi la mende)

Oggi il sole splende
e il traffico trascende
a Est come a Ponende

Non so cosa mi attende
l'angoscia un po' mi prende
ma oggi il sole
splende

sabato, febbraio 10, 2007

Brindisi

Per tutto quello che è stato
Per tutto quello che è
Per tutto quello che sarà

Qualunque cosa sia
l'importante è che sia
il meglio
possibile

Quello
che non è
possibile
alla fine
non conta

Serve solo
a farci stare
male

Cin cin

martedì, febbraio 06, 2007

Surrender

Too much love
Too much hate
Too much heaven
Too much hell
Too much bliss
Too much pain
Too many dreams
Too many 'mares
Too many hopes
Too many walls

I think I'm thru'

I think I'm goin'
to surrend

giovedì, febbraio 01, 2007

Un peso sul cuore

Ho un peso sul cuore
e una farfalla a tenerlo sollevato
solo una farfalla che lo salva dal finire schiacciato
solo una farfalla

Ho una spada puntata dritta al petto
e un filo sottile a tenerla lontana
solo un filo sottile a impedirle di tagliarmi in due
solo un filo sottile

Ho un profondo burrone davanti
e un solo passo per arrivare a calpestare l'aria
solo un passo per lasciarmi tutto dietro e cadere
solo un passo

Potrei fare quel passo
potrei spezzare quel filo
potrei schiacciare la farfalla

Ma non ci riesco
Non ancora
Non ancora

venerdì, gennaio 26, 2007

Camicia di ghiaccio

Oggi
il mio cuore
ha indossato
una camicia di ghiaccio

Si è scoperto
capace
di battere
una
volta
ogni
ora

Con noncuranza
con sufficienza
con maledetta
lucida
spietata
consapevolezza
delle cose da usare intorno a sè

Oggi
ho scoperto
di essere un mostro
forse lo sono sempre stato

Qualcuno
me lo ha insegnato

Non girare la testa
non distogliere lo sguardo
non fare finta di non capire
è colpa tua
è merito tuo
grazie

Tu sei come me

Con un cuore
capace
con noncuranza
con sufficienza
con maledetta
lucida
spietata
consapevolezza
delle cose da usare intorno a sè
di indossare
la stessa camicia

Peccato
potevamo essere insieme
qualcosa

Bastava
lasciare
quelle camicie
appese
nell'armadio

giovedì, gennaio 18, 2007

Il tempo (back to the current time)

Il tempo
non mi regala
calma
non mi consente
pause
non mi concede
tempo

Il tempo
mi costringe
all'attesa
mi espone
all'ansia
mi consegna
al respiro
perennemente
mozzato

Il mio cuore
sembra battere
sempre
fuori tempo
incapace
di aspettare
al ritmo giusto
quel futuro che ora c'è

Il tempo
incurante
indifferente
indisponente
corre

giovedì, gennaio 11, 2007

C'ho una fame

C'hounafamechelavedoanzilastravedocomeilfuturom,
vedoprevedostravedo
eviacosìversonuoveawenture(maduevodoppiavfannolostesso?)
eversospaziinfiniti,anzifiniteladispararedellebelinate
soloxchèungattodicechehafamedipesce,
neanchefosseunpesced'aprilebenorganizzato,
xchèl'organizzazioneèilnostroforte
+cheilforteilcastello,
+cheilcastellodicarte,
+chedicarte10pianidimorbidezza,
questasìcheèconvenniennzacon4nxchèvaledoppio
tantolacoopseitu,quindichetilamentiafare,
nonrimanecheremaresenonvuoifinireanuotare,
semprechetulosappia,
senonlosaicisonoibagnini,
maxesperienzanonmifidereimolto,
epoifidarsièbenemanonfidarsièmeglio,
megliodicosìsimuore,
dalridere,risatecosìgrasseiononmel'eromaifatte,tantograsse
chesembravanoilciccioappenasvegliato
quandoancoranonhamessoapuntolatiranteriaxapparireumano,
semprecheluipossariuscirci,machinonpuòriuscirci,ècosìfacile
comebereunbicchierd'acqua,
sìdiCasale,
alloraèmeglioilvino,
sìalmetanolo,
bèalloraillatte,
sìradioattivo,
maiohosete!
dissetaticoncocacoladipiùconilrestounpo'dimeno
tantoilmondopuòandarpiano,lamusicavaforte,
quasicomel'aceto,sìquellodelpaliodiSiena,doveicavallicorronocomematti,
dalìilfamosodetto,dalìsalvador,
dalìnicaragua,dalìalàversol'infinito,
versolestelle+lontane,oforseversocasa,tantoormaichicipuòfermare..?

(1986)

Tantovàlagattaallardo

Tantovàlagattaallardochecilascialozampinofinchelabarcavàlasciala
andarenonvogliomicalalunaerrarehumanumesttuttelestradeportano
aRomatutteledonnealladisperazionesecifosseunpo'digiustizia
ilmondosarebbemiglioreperòdovreilavoraredipiùeallorachimmelo
faffaremaiabbaiareauncanechedormesennosisvegliaesedormenon
mordemasemordenonabbaiaforsemiagolaofalefusacomelegatteo
comeledonnechetivoglionofregareisoldidellostipendiosonotroppo
pochisempreecomunquebisognaandareavantinoncurantidelfreddo
edellanevecheormaicopreuniformementelepistepermettendocosì
aiparacadutistinigerianiunfeliceatterraggiostrumentaleallafaccia
dellanebbiacheharesoMilanounpostoimpossibileormaiconsiderare
unacosanormalegiocareatennisdopoiltramontoseilcampoè
provvistodiunailluminazionesufficienteallorausaresololelucidi
posizioneoramaiprecariadiquestamentecheperpartoriretuttociò
deveesseresicuramentemalataosconvoltadallaveritàappenarivelata
suomaritolefacevalecornaleisisentìobbligataaspararealmenoun
centinaiodifuochid'artificiohannorallegratolanottediSanVincenzo
notocartografodel'300checollaboròconleSSaitempidelproibizionismo
distillandosolodalcuoredelmaisl'oliopiùpurodiquestaterraterraterra
nonpiùmiada quandoquellanotteseiandataviadaqueituoiocchiche
tiranosassifrassitaliequaliintimadikarinzianondimenticarlo...

O NO?

(1986)

L'aria

L'aria ha un sapore diverso
stamattina
ancora più forte e amaro
di quello che già conoscevi
che forse sapeva solo di orgoglio ferito
Nulla è come ieri
e il sole beffardo
ritorna a rischiarare una giornata
proprio nel momento più inutile
E ancora
fai finta
di niente...

(1986)

Ermetismi del tempo presente

Sono Bastati

Sono bastati
un paio di occhiali
appannati
per vederci chiaro

La bottiglia
(invito a cena di un amico)

Ditale dopo ditale
te la facciamo fuori uguale

(e ora si ritorna al tempo passato)

Natale (?)

Piove.
Il mondo ti gira intorno
e il tempo ti sfugge dalle mani
Ti aggiri confuso
formica tra le formiche
attratto da finte stelle
appese in finti paradisi
Tutti hanno fretta
di svuotare negozi e magazzini
per illudersi a vicenda
come ogni anno:
fra tre giorni è Natale

Nevica.
Il mondo ti gira intorno
e tu lo cavalchi
come in groppa ad un sogno
Le vie sono piene
di occhi che brillano
specchi della allegria
che si respira
della perfetta armonia
che avvolge tutti
freneticamente occupati
a rendersi felici l'un l'altro:
fra tre giorni è Natale!

(1986)

venerdì, dicembre 15, 2006

Lettera aperta (?) a Gino & Michele

La prima SMEMO comprata è stata quella dell'86. La seconda mi è stata regalata e l'ho trovata sorprendente...nel senso che ho trovato la sorpresa di un tot di giorni in più. Il tempo poi mi ha insegnato che la SMEMO aveva come pubblico preferenziale quello di giovani studenti (proprio come la milanese che per prima mi ha traviato con la stessa, ciao Roberta) e che quindi il formato originale era quello a 16 mesi, dal quale veniva derivato quello a 12, che anni dopo prenderà una forma ancora più autonoma. Ero giovane e inesperto, e soprattutto avevo un sacco di pagine in più da riempire. E così è nata questa lettera di protesta. Ogni volta che la leggo, fin da allora, appena finito di scrivere, mi chiedo cosa cavolo significhi la prima frase. Non l'ho mai capita.

E' inutile continuare a tormentarci come se il delirio non fosse ancora finito.Gino e Michele
La verità è che ci mancano le idee, e la calligrafia poi si rovina, ed è forse colpa mia se la SMEMORANDA '87 inizia tre mesi prima che quella '86 finisca?
Questo si chiama boicottaggio, e verrò su da voi a farvi ripiegare tutte le orecchiette che nasceranno in queste insulse pagine in più.
NON NE AVEVATE IL DIRITTO!
Come se la SMEMO fosse un'agenda come tutte le altre.
Ti eri già convinto di avere UNA solleva morale, UNA ritempra spirito, UNA madre-sorella-amicadelcuore-confidente-novelladuemilaadusopersonale ed ecco che Gino & Michele (in stampatelo per rispetto) te la sdoppiano manco fossero Silvan & Binarelli in tournèe ensemble.
EH NO! Così non si fa, cari miei agendieri..agendisti..managender programmagende o come cavolo si dice..eadessoiocheddevofà?
Mollare l'altra e iniziare questa, o finire l'altra e lasciare inutilizzati 90 fogli per i rispettivi 142560 quadrettini? (se non ci credete provate voi a contarli...)
Se ogni vostro aficionado ha perso 1Kg dietro a questo incredibile dilemma (ma che dico incredibile..credibile!) pensate a quale enorme peso devono sopportare le vostre coscienze (e meno male che siete in due, come Gianni & Pinotto, Stanlio & Ollio, Bruce & Bongo etc. etc.).
No, non potete dire che vi sentite male, che vi gira la testa e non ce la fate più a guidare, ma non fateci ridere a dire che...(continuate voi che Bennato la canta così veloce che io non riesco a scriverla) non potete evitare il confronto con i vostri lettori, non potete fermarvi ora, dovete leggere fino in fondo! (Non è vero, fate conto che l'ultima frase sia detta da qualcun'altro...è che la mano a volte scrive da sola..)
Nel lontano 1981 un idillio estivo con una milanese mi fece conoscere la SMEMO, e lì iniziò una lunga bolina (BOLINA non bobina) conclusa soltanto il Dicembre '85, quando riuscii a raggiungere la tanto agognata boa in una libreria milanese: finalmente ero uno SMEMORANDINO (o forse SMEMORANDESE ma delle mie difficoltà a trovare il sostantivo giusto ne avrete già piene le palle? scatole? pelotas?..) cioè un possessore di SMEMO (ma forse è più corretto ammettere che non sono io a possedere "lei" ma "lei" che ha stregato me) pronto a riempirla di notizie sconcertanti (cioè scontentantezze) e di nefandezze (cioè notizie nefandi), di deliri grafici e alfanumerici (tutta colpa del computer), di cronaca rosa, nera, verde,gialla, rossa...
Comunque sia l'intento principale era di riempirla , e non si può proprio dire che abbia avuto delle incredibili difficoltà (e ci risiamo con l'incredibile) anche perchè in talune occasioni ho dovuto aggiungere pagine supplementari perchè non ci stava tutto quello che avevo in mente (non avete mai pensato a un formato tabloid?).
Quindi una partenza al Gran Lasco (maiuscolo così sembra più veloce) con vento forte, e già non vedevo l'ora di arrivare all'altra boa, sognavo di una SMEMO già completa amorevolmente riposta nella libreria dei segreti per conservarla e accudirla "finchè morte non ci separi" e di un'altra già pronta ad accogliere fra le sue pagine le mie sconcertantezze ((notizie sconcertanti) e le mie notizie nefandi (nefandezze), i miei deliri grafici e (sentite rilegettevi le righe un tot fa che io mi sono già rotto).
E proprio quando sembrava che andassi così sparato che neanche il mixage di Italia e Azzurra mi sarebbe stato dietro, ecco la boa non prevista: UE' ma non è mica sempre Domenica (merda, mi ero preparato la battuta e poi non mi ci è stata: come spalla funziono proprio male..), vabbè che a volte lo spazio non mi bastava, ma avere per ogni giorno uno spazio doppio mi sembra un po' esagerato (e a me, da buon genovese, gli sprechi proprio non piacciono).
Ma chi me l'ha fatto fare di spendere tutti questi soldi per una specie di rompicapo psicologico atto a distruggere il morale (Amleto con un problema del genere è diventato pazzo e poi si è ucciso(?)), per un problema in più da aggiungere a quelli di una insulsa vita (come se non fossero già abbastanza)?
Nessuno.
Infatti io non l'ho fatto (e beccatevi il gioco di parole).
A me la SMEMO la hanno regalata. (Lo ho scritto completo per evitare di fare errori stupidi tipo l'anno, lh'anno, la'nno etc. etc.)
Dice:"Ma allora che ti lamenti a fare?"
Chi, io?
Mi sto forse lamentando della SMEMORANDA?
Per carità che poi chi me la ha regalata (per la forma verbale vedi sopra) si offende.
Per me è tutta colpa di Gino & Michele (in corsivo per disprezzo) che hanno sopravvalutato le capacità psicofisiche e di pazienza degli SMEMOFAN.
"Ma questa lettera non ha senso!"
E chi voleva darglielo.
Io volevo solo riempire le prime quattro pagine della nuova SMEMORANDA '87.

Marco Silveri

Nella lettera, fotocopiata dalle 4 pagine e regolarmente spedita, erano elencate alcune informazioni necessarie per il corretto funzionamento della stessa. In questa trasposizione ne sono state aggiunte alcune per spiegare alcune peculiarità legate alla scrittura manuale sulle pagine della Smemo.
Eccole.

ISTRUZIONI PER L'USO

  1. Si comincia dll'inizio
  2. Non cercate linguette da tirare. Non ce ne sono e anche se ce ne fossero sarebbero inutili: NON è una lettera minatoria
  3. Se non sei Gino e non sei Michele stai attento: ogni lettura non autorizzata è passibile di una condanna da 1 a 10 anni di ascolto continuo di canzoni di Claudio Villa presentate da Pippo Baudo e Mike Bongiorno che si litigano. Ospiti Pupo, Christian e Luis Miguel (la pena, già prevista per una lettura non autorizzata della SMEMO '86, non è applicabile a chiunque legga la presente tramite il blog nel quale è stata pubblicata. Sarei proprio un bel bastardo se la tenessi valida.)
  4. La battuta della Domenica sarebbe funzionata se la parola "Domenica" non fosse stata la prima a rimanere fuori proprio da Domenica 21 Settembre per finire in Lunedì 22.
  5. Ovviamente stampatello e corsivo scritti a mano libera sono diversi, qui no. Ma il senso spero sia chiaro lo stesso.
  6. Si inizia dall'incomincio

LEGENDA DEI SIMBOLI USATI

  • ! - punto esclamativo
  • ? - punto interrogativo
  • (?) - dubbio - i dubbi di questa lettera (dubbi angosciosi, oserei dire amletici, soprattutto il secondo) sono:
    1. ma "aperta" che vuol dire?
    2. alla fine Amleto si suicida sì o no?
  • 1 - uno
  • 2 - due
  • 3 - ok ok, simpatico, umoristico...ah ah..taglia corto
  • O - O o zero a seconda del cOntestO (per esempio czerontestzero non ha senso e da dire è una chiavica)

Infected

Che cosa volevano
quei due mercanti che continuavano a litigare
lo sa solo il destino
così crudele
da farmi perdere il sudore
in questa sporca bettola ai confini del mondo civile

Che cosa volevano
i gabbiani che spensierati sfioravano l'acqua
inquieta
del mare vicino alle scogliere?
I prati verdi occupavano l'occhio
interrotti solo da qualche cespuglio
e dal limite invalicabile dell'abisso
Un respiro
forte
Ah, questa sì che è vita

Che cosa volevano
trecento negri incazzati
che correvano
dietro l'unico cinese presente in questo buco di mondo
nascosto dietro l'angolo della grande City?
Forse spremerlo come un limone
o forse riportare tutto alla normalità
anche se di normalità
in questo posto
non si può proprio parlare
Forse è stato meglio rimanere nel dubbio

Che cosa volevano
le migliaia di turisti
che invadevano gli Champs Elysèe
se non trovare in quella bolgia
un po' dell'atmosfera di Parigi
così difficile da ingoiare dopo quella
fatidica
telefonata
E il cameriere mi chiede cosa voglio
milioni di immagini mi attraversano la mente
tutte della stessa persona
e dalla bocca mi esce:
"Avez vous en Lemonsodà?"
Potrebbe andare peggio?