giovedì, gennaio 12, 2006

Scalfari ed io.

Credo che un po' tutti quelli che mi conoscono e tutti quelli (per ora un po' pochini) che leggono questo blog, abbiamo capito che la considerazione in me stesso non è propriamente bassa...ecco, spero almeno in parte mitigata da un po' di buon senso, e non sempre, però di certo il mio ego non si nasconde...
Da un po' avevo due argomenti che mi frullavano per il cervello in attesa del tempo e del modo di essere concretizzati in interventi sul blog, che in effetti (come qualcuno mi ha fatto notare) langue un po'.
Poi Sabato 7 Gennaio trovo Scalfari da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa e comincio ad ascoltarlo ed ecco che tira fuori pari pari i due concetti che volevo esprimere...uno dietro l'altro...praticamente esattamente come il avevo pensati...o dio mio...ma allora (a volte) penso anche delle cose giuste?
Beh dai..non ti allargare...diciamo che puoi dire che non sono proprio delle emerite stronzate...insomma: SCALFARI LA PENSA COME ME!!!!!
E ha ritenuto dire queste cose su una trasmissione nazionale!!
Ok Ok....mi immagino che a questo punto starete fremendo per sapere di che cosa cazzo sto parlando, per decidere se sono cose effettivamente ragionevoli o, per quanto citate da Scalfari, siano EFFETTIVAMENTE delle emerite stronzate.
Partiamo dal concetto più ardito (per le mie conoscenze e la mia esperienza): la differenza fra capitalismo produttivo e capitalismo finanziario.
Questa cosa doveva far parte di un intervento dal titolo "Io non sono comunista", in cui veniva sviluppata anche la tematica della pigrizia insita nell'animo umano...ne parlerò un'altra volta.
In pratica: chi ha dei soldi in mano, può decidere di fare due cose; o investe in maniera finanziaria, sul mercato mobiliare (azioni, fondi, futures, bond e quan'altro) o immobiliare (terreni, case...insomma il mattone) oppure crea una attività produttiva (mette su una ditta, assume gente, produce qualcosa e lo vende).
Al momento attuale i guadagni finanziari sono o tassati pochissimo o esentasse, possono sfuggire al controllo emigrando facilmente all'estero in paradisi fiscali, esistono percentuali di rischio minori o maggiori a seconda dell'operazione, ma si riescono anche a fare speculazioni "protette" da informazioni "giuste", e comunque una volta chiuso l'affare...stop, hai i soldi in tasca, il rischio c'era, prima...ma adesso è sparito.
Avete presente i milioni di euro ESENTASSE PER MERITO DI TREMONTI che Ricucci e compagnia hanno fatto sapendo in anticipo che Fazio aveva dato l'ok alla scalata Antonveneta e BNL?
Chi vuole mettere su una attività produttiva deve innanzitutto inventarsela e sperare che funzioni, cercare brava gente che lavori bene, pagare tutte le tasse possibili compresa quella su quanto ci guadagna, e poi avere il rischio come carogna sempre addosso perchè dovrà continuare a fare le cose bene se vuole continuare a guadagnare e pagare le tasse.
Ovviamente ci sono cose che non si possono cambiare, ma non sarà mica che la crisi produttiva italiana e un po' di disoccupazione nascano anche dal fatto che troppi soldi viaggiano nel capitalismo finanziario senza mai approdare in quello produttivo?
Non sarebbe più giusto tassare alla grande i guadagni ottenuti senza produrre niente e sgravare o detassare quelli di chi invece genera lavoro?
E in questo modo non si potrebbero pagare un po' meglio anche quelli che il lavoro lo fanno?
Scalfari parlando con Fazio ha detto che la sinistra italiana dovrebbe agire per riequilibrare lo stato di cose che adesso fanno prevalere la convenienza a investire nel mercato finanziario invece che in quello produttivo.
Questo mi fa pensare che le idee che mi frullavano per la testa non erano poi così irragionevoli o appartenenti al mondo dei sogni.
Chi vorrà commentare questo intervento....aggiungerà valore o meno alle stesse.
Il secondo concetto è molto più semplice, e anche, credo, condivisibile.
Parlando di etica relativamente ai recenti accadimenti che hanno coinvolto anche il lato "sinistro" della finanza, Scalfari si è meravigliato come il mondo cattolico non si inalberi a sufficienza contro chi ruba i soldi allo Stato e alla gente comune...
Il mio pensiero (che faceva parte di un discorso più ampio sul cattolicesimo, il mio rapporto con esso e le altre religioni e l'ipocrisia) era (condensando un po'): ma perchè la Chiesa, i vescovi, i parroci, Cielle e tutto il resto rompono tanto le palle a chi vuole usare il preservativo, a Dan Brown e a Harry Potter e NON DICONO FORTE E CHIARO CHE CHI RUBA I SOLDI ALLA GENTE VA ALL'INFERNO ANCHE SE NON VIOLA LA LEGGE ITALIANA (che ha depenalizzato il falso in bilancio, ricordo...) E CHE SONO DEI PECCATORI SCOMUNICATI?
Sarà mica che la cappella privata del nano portatore di benessere e l'abbazia dove Fazio si rifugiava ne verrebbero turbate e forse intaccate nell'umore?
Ne ho il vago sospetto..

Ecco qua, non so cosa pensiate di quello che ho scritto, e di quello che ha detto Scalfari.Non so cosa possiate pensare del fatto che io pensassi cose che poi Scalfari ha detto (ammesso che mi crediate).
Io mi sento contento.

1 commento:

MarcoFast ha detto...

Ho la sensazione che la Chiesa abbia perso il controllo di molte cose, ma che non abbia perso la cattiva abitudine di proteggere i suoi "amici". E chissà come mai una certa "chiesa" ha amici solo di un certo tipo. Ma sinceramente non ce la vedo la Chiesa a concertare Fiorani, Ricucci e Consorte.