venerdì, febbraio 23, 2007

Latte versato

Ce lo dicono fin da piccoli.
Mai piangere sul latte versato.
Non serve.
Che tanto non si può tornare indietro...e il latte annacquato è pure cattivo.

Però ogni tanto fa bene.
Cazzo se fa bene.

E così te ne stai lì, gomiti sul tavolo, con le tue gocce che si diluiscono in tanti rivoli trasparenti in mezzo al bianco sparso, mentre le propaggini liquide si avvicinano al bordo...e poi le sue, del latte, le gocce intendo, che inesorabilmente cominciano a cadere verso terra.

E te pensi "Almeno il pavimento lo salvo" e muovi le braccia e le mani per prenderla.
E non c'è verso...arrivi sempre dopo, un attimo dopo, e la goccia arriva giù...
dell'altro,
l'ennesimo,
latte versato.
E più ci provi, più è frustrante.
Sei pesante, lento, impacciato.
Sembra un brutto sogno, come quando sei sui binari e arriva il treno, e te tenti di scappare ma ogni movimento pesa il triplo, e l'aria ti si avvolge attorno come fosse un guanto di lattice.

Qualche volta, raramente, una goccia la prendi.
E rimani lì, a guardarti la mano, un po' incredulo.
Giusto un attimo, perchè poi c'è da prendere la seconda.
E insospettabilmente rapido..ce la fai.
E poi la terza.
E una dopo l'altra.
E allora pensi "Dai...forse stavolta è servito...è servito".

E fanculo i proverbi.

venerdì, febbraio 16, 2007

Strappato

E arriva poi il momento
in cui ti senti
strappato

Strappato dalla vita
che ti sembrava così tranquilla
e scontata

Strappato dalla vita
che ti sembrava così pronta
ad accoglierti

Strappato in due
il cuore aperto e sanguinante
i polmoni vuoti
il respiro mozzato
lo sguardo perso nel vuoto

Che ti aspetta

Per ingoiarti

Anche a pezzi

martedì, febbraio 13, 2007

Ponende (a volte la mente fa brutti scherzi...anzi la mende)

Oggi il sole splende
e il traffico trascende
a Est come a Ponende

Non so cosa mi attende
l'angoscia un po' mi prende
ma oggi il sole
splende

sabato, febbraio 10, 2007

Brindisi

Per tutto quello che è stato
Per tutto quello che è
Per tutto quello che sarà

Qualunque cosa sia
l'importante è che sia
il meglio
possibile

Quello
che non è
possibile
alla fine
non conta

Serve solo
a farci stare
male

Cin cin

martedì, febbraio 06, 2007

Surrender

Too much love
Too much hate
Too much heaven
Too much hell
Too much bliss
Too much pain
Too many dreams
Too many 'mares
Too many hopes
Too many walls

I think I'm thru'

I think I'm goin'
to surrend

giovedì, febbraio 01, 2007

Un peso sul cuore

Ho un peso sul cuore
e una farfalla a tenerlo sollevato
solo una farfalla che lo salva dal finire schiacciato
solo una farfalla

Ho una spada puntata dritta al petto
e un filo sottile a tenerla lontana
solo un filo sottile a impedirle di tagliarmi in due
solo un filo sottile

Ho un profondo burrone davanti
e un solo passo per arrivare a calpestare l'aria
solo un passo per lasciarmi tutto dietro e cadere
solo un passo

Potrei fare quel passo
potrei spezzare quel filo
potrei schiacciare la farfalla

Ma non ci riesco
Non ancora
Non ancora

venerdì, gennaio 26, 2007

Camicia di ghiaccio

Oggi
il mio cuore
ha indossato
una camicia di ghiaccio

Si è scoperto
capace
di battere
una
volta
ogni
ora

Con noncuranza
con sufficienza
con maledetta
lucida
spietata
consapevolezza
delle cose da usare intorno a sè

Oggi
ho scoperto
di essere un mostro
forse lo sono sempre stato

Qualcuno
me lo ha insegnato

Non girare la testa
non distogliere lo sguardo
non fare finta di non capire
è colpa tua
è merito tuo
grazie

Tu sei come me

Con un cuore
capace
con noncuranza
con sufficienza
con maledetta
lucida
spietata
consapevolezza
delle cose da usare intorno a sè
di indossare
la stessa camicia

Peccato
potevamo essere insieme
qualcosa

Bastava
lasciare
quelle camicie
appese
nell'armadio

giovedì, gennaio 18, 2007

Il tempo (back to the current time)

Il tempo
non mi regala
calma
non mi consente
pause
non mi concede
tempo

Il tempo
mi costringe
all'attesa
mi espone
all'ansia
mi consegna
al respiro
perennemente
mozzato

Il mio cuore
sembra battere
sempre
fuori tempo
incapace
di aspettare
al ritmo giusto
quel futuro che ora c'è

Il tempo
incurante
indifferente
indisponente
corre

giovedì, gennaio 11, 2007

C'ho una fame

C'hounafamechelavedoanzilastravedocomeilfuturom,
vedoprevedostravedo
eviacosìversonuoveawenture(maduevodoppiavfannolostesso?)
eversospaziinfiniti,anzifiniteladispararedellebelinate
soloxchèungattodicechehafamedipesce,
neanchefosseunpesced'aprilebenorganizzato,
xchèl'organizzazioneèilnostroforte
+cheilforteilcastello,
+cheilcastellodicarte,
+chedicarte10pianidimorbidezza,
questasìcheèconvenniennzacon4nxchèvaledoppio
tantolacoopseitu,quindichetilamentiafare,
nonrimanecheremaresenonvuoifinireanuotare,
semprechetulosappia,
senonlosaicisonoibagnini,
maxesperienzanonmifidereimolto,
epoifidarsièbenemanonfidarsièmeglio,
megliodicosìsimuore,
dalridere,risatecosìgrasseiononmel'eromaifatte,tantograsse
chesembravanoilciccioappenasvegliato
quandoancoranonhamessoapuntolatiranteriaxapparireumano,
semprecheluipossariuscirci,machinonpuòriuscirci,ècosìfacile
comebereunbicchierd'acqua,
sìdiCasale,
alloraèmeglioilvino,
sìalmetanolo,
bèalloraillatte,
sìradioattivo,
maiohosete!
dissetaticoncocacoladipiùconilrestounpo'dimeno
tantoilmondopuòandarpiano,lamusicavaforte,
quasicomel'aceto,sìquellodelpaliodiSiena,doveicavallicorronocomematti,
dalìilfamosodetto,dalìsalvador,
dalìnicaragua,dalìalàversol'infinito,
versolestelle+lontane,oforseversocasa,tantoormaichicipuòfermare..?

(1986)

Tantovàlagattaallardo

Tantovàlagattaallardochecilascialozampinofinchelabarcavàlasciala
andarenonvogliomicalalunaerrarehumanumesttuttelestradeportano
aRomatutteledonnealladisperazionesecifosseunpo'digiustizia
ilmondosarebbemiglioreperòdovreilavoraredipiùeallorachimmelo
faffaremaiabbaiareauncanechedormesennosisvegliaesedormenon
mordemasemordenonabbaiaforsemiagolaofalefusacomelegatteo
comeledonnechetivoglionofregareisoldidellostipendiosonotroppo
pochisempreecomunquebisognaandareavantinoncurantidelfreddo
edellanevecheormaicopreuniformementelepistepermettendocosì
aiparacadutistinigerianiunfeliceatterraggiostrumentaleallafaccia
dellanebbiacheharesoMilanounpostoimpossibileormaiconsiderare
unacosanormalegiocareatennisdopoiltramontoseilcampoè
provvistodiunailluminazionesufficienteallorausaresololelucidi
posizioneoramaiprecariadiquestamentecheperpartoriretuttociò
deveesseresicuramentemalataosconvoltadallaveritàappenarivelata
suomaritolefacevalecornaleisisentìobbligataaspararealmenoun
centinaiodifuochid'artificiohannorallegratolanottediSanVincenzo
notocartografodel'300checollaboròconleSSaitempidelproibizionismo
distillandosolodalcuoredelmaisl'oliopiùpurodiquestaterraterraterra
nonpiùmiada quandoquellanotteseiandataviadaqueituoiocchiche
tiranosassifrassitaliequaliintimadikarinzianondimenticarlo...

O NO?

(1986)

L'aria

L'aria ha un sapore diverso
stamattina
ancora più forte e amaro
di quello che già conoscevi
che forse sapeva solo di orgoglio ferito
Nulla è come ieri
e il sole beffardo
ritorna a rischiarare una giornata
proprio nel momento più inutile
E ancora
fai finta
di niente...

(1986)

Ermetismi del tempo presente

Sono Bastati

Sono bastati
un paio di occhiali
appannati
per vederci chiaro

La bottiglia
(invito a cena di un amico)

Ditale dopo ditale
te la facciamo fuori uguale

(e ora si ritorna al tempo passato)

Natale (?)

Piove.
Il mondo ti gira intorno
e il tempo ti sfugge dalle mani
Ti aggiri confuso
formica tra le formiche
attratto da finte stelle
appese in finti paradisi
Tutti hanno fretta
di svuotare negozi e magazzini
per illudersi a vicenda
come ogni anno:
fra tre giorni è Natale

Nevica.
Il mondo ti gira intorno
e tu lo cavalchi
come in groppa ad un sogno
Le vie sono piene
di occhi che brillano
specchi della allegria
che si respira
della perfetta armonia
che avvolge tutti
freneticamente occupati
a rendersi felici l'un l'altro:
fra tre giorni è Natale!

(1986)

venerdì, dicembre 15, 2006

Lettera aperta (?) a Gino & Michele

La prima SMEMO comprata è stata quella dell'86. La seconda mi è stata regalata e l'ho trovata sorprendente...nel senso che ho trovato la sorpresa di un tot di giorni in più. Il tempo poi mi ha insegnato che la SMEMO aveva come pubblico preferenziale quello di giovani studenti (proprio come la milanese che per prima mi ha traviato con la stessa, ciao Roberta) e che quindi il formato originale era quello a 16 mesi, dal quale veniva derivato quello a 12, che anni dopo prenderà una forma ancora più autonoma. Ero giovane e inesperto, e soprattutto avevo un sacco di pagine in più da riempire. E così è nata questa lettera di protesta. Ogni volta che la leggo, fin da allora, appena finito di scrivere, mi chiedo cosa cavolo significhi la prima frase. Non l'ho mai capita.

E' inutile continuare a tormentarci come se il delirio non fosse ancora finito.Gino e Michele
La verità è che ci mancano le idee, e la calligrafia poi si rovina, ed è forse colpa mia se la SMEMORANDA '87 inizia tre mesi prima che quella '86 finisca?
Questo si chiama boicottaggio, e verrò su da voi a farvi ripiegare tutte le orecchiette che nasceranno in queste insulse pagine in più.
NON NE AVEVATE IL DIRITTO!
Come se la SMEMO fosse un'agenda come tutte le altre.
Ti eri già convinto di avere UNA solleva morale, UNA ritempra spirito, UNA madre-sorella-amicadelcuore-confidente-novelladuemilaadusopersonale ed ecco che Gino & Michele (in stampatelo per rispetto) te la sdoppiano manco fossero Silvan & Binarelli in tournèe ensemble.
EH NO! Così non si fa, cari miei agendieri..agendisti..managender programmagende o come cavolo si dice..eadessoiocheddevofà?
Mollare l'altra e iniziare questa, o finire l'altra e lasciare inutilizzati 90 fogli per i rispettivi 142560 quadrettini? (se non ci credete provate voi a contarli...)
Se ogni vostro aficionado ha perso 1Kg dietro a questo incredibile dilemma (ma che dico incredibile..credibile!) pensate a quale enorme peso devono sopportare le vostre coscienze (e meno male che siete in due, come Gianni & Pinotto, Stanlio & Ollio, Bruce & Bongo etc. etc.).
No, non potete dire che vi sentite male, che vi gira la testa e non ce la fate più a guidare, ma non fateci ridere a dire che...(continuate voi che Bennato la canta così veloce che io non riesco a scriverla) non potete evitare il confronto con i vostri lettori, non potete fermarvi ora, dovete leggere fino in fondo! (Non è vero, fate conto che l'ultima frase sia detta da qualcun'altro...è che la mano a volte scrive da sola..)
Nel lontano 1981 un idillio estivo con una milanese mi fece conoscere la SMEMO, e lì iniziò una lunga bolina (BOLINA non bobina) conclusa soltanto il Dicembre '85, quando riuscii a raggiungere la tanto agognata boa in una libreria milanese: finalmente ero uno SMEMORANDINO (o forse SMEMORANDESE ma delle mie difficoltà a trovare il sostantivo giusto ne avrete già piene le palle? scatole? pelotas?..) cioè un possessore di SMEMO (ma forse è più corretto ammettere che non sono io a possedere "lei" ma "lei" che ha stregato me) pronto a riempirla di notizie sconcertanti (cioè scontentantezze) e di nefandezze (cioè notizie nefandi), di deliri grafici e alfanumerici (tutta colpa del computer), di cronaca rosa, nera, verde,gialla, rossa...
Comunque sia l'intento principale era di riempirla , e non si può proprio dire che abbia avuto delle incredibili difficoltà (e ci risiamo con l'incredibile) anche perchè in talune occasioni ho dovuto aggiungere pagine supplementari perchè non ci stava tutto quello che avevo in mente (non avete mai pensato a un formato tabloid?).
Quindi una partenza al Gran Lasco (maiuscolo così sembra più veloce) con vento forte, e già non vedevo l'ora di arrivare all'altra boa, sognavo di una SMEMO già completa amorevolmente riposta nella libreria dei segreti per conservarla e accudirla "finchè morte non ci separi" e di un'altra già pronta ad accogliere fra le sue pagine le mie sconcertantezze ((notizie sconcertanti) e le mie notizie nefandi (nefandezze), i miei deliri grafici e (sentite rilegettevi le righe un tot fa che io mi sono già rotto).
E proprio quando sembrava che andassi così sparato che neanche il mixage di Italia e Azzurra mi sarebbe stato dietro, ecco la boa non prevista: UE' ma non è mica sempre Domenica (merda, mi ero preparato la battuta e poi non mi ci è stata: come spalla funziono proprio male..), vabbè che a volte lo spazio non mi bastava, ma avere per ogni giorno uno spazio doppio mi sembra un po' esagerato (e a me, da buon genovese, gli sprechi proprio non piacciono).
Ma chi me l'ha fatto fare di spendere tutti questi soldi per una specie di rompicapo psicologico atto a distruggere il morale (Amleto con un problema del genere è diventato pazzo e poi si è ucciso(?)), per un problema in più da aggiungere a quelli di una insulsa vita (come se non fossero già abbastanza)?
Nessuno.
Infatti io non l'ho fatto (e beccatevi il gioco di parole).
A me la SMEMO la hanno regalata. (Lo ho scritto completo per evitare di fare errori stupidi tipo l'anno, lh'anno, la'nno etc. etc.)
Dice:"Ma allora che ti lamenti a fare?"
Chi, io?
Mi sto forse lamentando della SMEMORANDA?
Per carità che poi chi me la ha regalata (per la forma verbale vedi sopra) si offende.
Per me è tutta colpa di Gino & Michele (in corsivo per disprezzo) che hanno sopravvalutato le capacità psicofisiche e di pazienza degli SMEMOFAN.
"Ma questa lettera non ha senso!"
E chi voleva darglielo.
Io volevo solo riempire le prime quattro pagine della nuova SMEMORANDA '87.

Marco Silveri

Nella lettera, fotocopiata dalle 4 pagine e regolarmente spedita, erano elencate alcune informazioni necessarie per il corretto funzionamento della stessa. In questa trasposizione ne sono state aggiunte alcune per spiegare alcune peculiarità legate alla scrittura manuale sulle pagine della Smemo.
Eccole.

ISTRUZIONI PER L'USO

  1. Si comincia dll'inizio
  2. Non cercate linguette da tirare. Non ce ne sono e anche se ce ne fossero sarebbero inutili: NON è una lettera minatoria
  3. Se non sei Gino e non sei Michele stai attento: ogni lettura non autorizzata è passibile di una condanna da 1 a 10 anni di ascolto continuo di canzoni di Claudio Villa presentate da Pippo Baudo e Mike Bongiorno che si litigano. Ospiti Pupo, Christian e Luis Miguel (la pena, già prevista per una lettura non autorizzata della SMEMO '86, non è applicabile a chiunque legga la presente tramite il blog nel quale è stata pubblicata. Sarei proprio un bel bastardo se la tenessi valida.)
  4. La battuta della Domenica sarebbe funzionata se la parola "Domenica" non fosse stata la prima a rimanere fuori proprio da Domenica 21 Settembre per finire in Lunedì 22.
  5. Ovviamente stampatello e corsivo scritti a mano libera sono diversi, qui no. Ma il senso spero sia chiaro lo stesso.
  6. Si inizia dall'incomincio

LEGENDA DEI SIMBOLI USATI

  • ! - punto esclamativo
  • ? - punto interrogativo
  • (?) - dubbio - i dubbi di questa lettera (dubbi angosciosi, oserei dire amletici, soprattutto il secondo) sono:
    1. ma "aperta" che vuol dire?
    2. alla fine Amleto si suicida sì o no?
  • 1 - uno
  • 2 - due
  • 3 - ok ok, simpatico, umoristico...ah ah..taglia corto
  • O - O o zero a seconda del cOntestO (per esempio czerontestzero non ha senso e da dire è una chiavica)

Infected

Che cosa volevano
quei due mercanti che continuavano a litigare
lo sa solo il destino
così crudele
da farmi perdere il sudore
in questa sporca bettola ai confini del mondo civile

Che cosa volevano
i gabbiani che spensierati sfioravano l'acqua
inquieta
del mare vicino alle scogliere?
I prati verdi occupavano l'occhio
interrotti solo da qualche cespuglio
e dal limite invalicabile dell'abisso
Un respiro
forte
Ah, questa sì che è vita

Che cosa volevano
trecento negri incazzati
che correvano
dietro l'unico cinese presente in questo buco di mondo
nascosto dietro l'angolo della grande City?
Forse spremerlo come un limone
o forse riportare tutto alla normalità
anche se di normalità
in questo posto
non si può proprio parlare
Forse è stato meglio rimanere nel dubbio

Che cosa volevano
le migliaia di turisti
che invadevano gli Champs Elysèe
se non trovare in quella bolgia
un po' dell'atmosfera di Parigi
così difficile da ingoiare dopo quella
fatidica
telefonata
E il cameriere mi chiede cosa voglio
milioni di immagini mi attraversano la mente
tutte della stessa persona
e dalla bocca mi esce:
"Avez vous en Lemonsodà?"
Potrebbe andare peggio?

Vita

Sceneggiato con puntate sempre eguali
e sempre diverse
battito di ciglia dell'infinito
breve, meravigliosa vita

E noi
sospesi sul filo della ragione
perdiamo volentieri l'equilibrio
ma tentiamo di cadere in piedi

E a volte non ci riusciamo

Gli anni 80 e la Smemo

Le SmemoIl mio compleanno si avvicina e ho avuto un regalo davvero speciale...la mia Mamma ha ritrovato in cantina la fatidica scatola cone le mie Smemo degli anni '80, per la precisione dall'86 (l'anno della mia prima Smemo...comprata cercandola con il lanternino a Milano in trasferta che a Genova ancora non arrivava) al 93...quelle dopo ce l'avevo già a casa.

Questa scoperta ha due effetti fondamentali: ho completato la serie di 20 (anzi, oramai 21) anni di Smemoranda e ho ritrovato un sacco di materiale che rischiava di perdersi nel tempo (come lacrime nella pioggia...).
Putroppo ancora risultano dispersi i foglietti (di questi tempi si potrebbe chiamarli "pizzini") che in Elsag erano stati riempiti di "scritture libere" (chiamarle poesie mi spaventa e mi sembra irrispettoso..).
Ma è anche vero che un po' di quelle cose sono state proprio trasferite nelle Smemo di quegli anni insieme alle cose nuove che scrivevo.

In particolare sono molto contento di aver ritrovato quelle Smemo che avevo il tempo di curare, e quindi sono piene piene di un vero e proprio diario (oltre che di robe creative), una precisa cronaca giornaliera che mi fa ritornare a quei tempi...è sorprendente scoprire come quasi tutto non sparisca dalla memoria, ma semplicemente si vada a nascondere, e di come basti una traccia per andarla a ritrovare.
Molte delle Smemo che sono venute dopo aver cambiato lavoro sono state lasciate purtroppo vuote, quando il tempo è diventato frenetico, quando l'ufficio e una scrivania dove trovare il quarto d'ora necessario a scrivere "quello-che-era-successo" è diventato un miraggio, quando la testa era occupata da tante, troppe cose.

Ma la Smemo è rimasta comunque una compagna del quale non sono mai riuscito a fare a meno. E che a volte ho ritrovato, a spizzichi e bocconi. E non me la faccio mancare neanche adesso che il "luogo" dove depositare le mie "cose" è diventato un altro.

Comunque: si apre una nuova sezione dedicata ai flashback. Fino a nuovo ordine, a meno di brevi parentesi che saranno comunque annunciate, tutto quello che troverete da adesso in poi sono estratti da quelle pagine, da quegli anni, da quei giorni.

Buona lettura...

giovedì, novembre 23, 2006

Mi ricordo

Continuo incessantemente
a muovere i miei pensieri in avanti

Percorro paziente tutte le strade
che si dipanano da questo presente
Che dipendono dalle scelte
mie e di altri
dalle stagioni
dalle idee bizzarre del destino
da fortuna e sfortuna
dal vento e dalle ali di una farfalla

Continuo incessantemente
a farmi delle domande
a cercare delle risposte
senza pretendere che siano sempre giuste

E quindi disegno, tinteggio, coloro
un affresco in movimento

Io mi ricordo già
tutto quello che sarà

Istinto di sopravvivenza

Faccio fatica a metterlo in una casella temporale.
E' scritto sul retro di fogli di un blocco note usato ai tempi delle superiori (dove si possono ritrovare alcuni appunti di radio elettronica) e quindi non penso che vada oltre i primi mesi di lavoro appena dopo il diploma.
Da non molto la fantascienza aveva virato verso scenari molto più cupi e realistici del far west galattico di Guerre Stellari, Ridley Scott principalmente ci aveva svelato con Alien e Blade Runner un futuro pieno di sporco, buio e incubi dietro agli angoli. Ovviamente ciò ha influito nella nascita e nello sviluppo dell'idea di "Istinto di sopravvivenza". Non è un caso che "Blade Runner" sia ancora in cima alla lista dei miei film preferiti e che le parole di Roy Batty, che sanciscono il definitivo crollo della sottilissima parete che sta fra i buoni e i cattivi, siano lì a piè pagina, a dare una brutale sentenza a tutte queste parole scritte.
E' un racconto immaturo, incompiuto, "giovane" perchè scritto da una mente ancora giovane. Ma quando l'ho riletto non mi è venuta voglia di buttarlo via (come altre cose che mai e poi mai riverserò qua) e tutto sommato bisogna vedere se la stessa testa non più così giovane e con molta più esperienza sarà capace di mettere una dietro l'altra le parole necessarie a scrivere un racconto compiuto. Diciamo che almeno lo sforzo di riassettare qualcosa qua e la lo farà.
E quindi...eccolo qua.

Era ormai trascorso parecchio tempo
da quando il Gran Consiglio aveva deciso di sostituire gli elementi più pericolosi con dei "cloni-robot", delle perfette copie che li sostituissero e che non generassero sospetti a quelli del Mondo Esterno.
La sostituzione avveniva con un rituale che nessuno, per paura di provvedimenti del Gran Consiglio, aveva mai tentato di interrompere, certi che loro non erano e non sarebbero mai entrati nella lista.
La "copia" arrivava quasi fuoriuscendo dal nulla e si presentava al "condannato", che invariabilmente reagiva recuperando una arma di difesa, tipicamente la sua pistola laser, e puntandola contro la sua immagine, rimanendo per un lungo e fatale momento sconcertato davanti a un se stesso camminante. La "copia" "durante" quel momento cominciava a ripetere con monotonia ipnotizzante una litania destinata a neutralizzare qualunque tentativo di ribellione.."Io sono te. Non puoi spararmi. E' impossibile. Sono uguale in tutto e per tutto. Io SONO te."..e infatti lo erano, copie perfette in ogni aspetto, comportamento, ricordo, pensiero, a parte la necessaria indifferenza verso l'originale, necessaria per poterlo eliminare senza esitazione e rimorso...ah...e ovviamente senza alcun istinto criminale, violento o no che fosse.
Gli occhi della "vittima", o "condannato"..fate un po' voi, si bloccavano, fissi verso l'infinito, verso un punto dove forse fuggire da una fine apparentemente ineluttabile. A quel punto la "copia" agiva, disintegrando l'originale e prendendone il posto.
In realtà non si sapeva se la procedura fosse infallibile, se tutte le copie avevano portato a termine il loro compito sostituendo i rispettivi "originali".
Che si sarebbero ben guardati dall'annunciare di aver con successo eliminato la copia, rimettendosi in lista per una futura eliminazione. Inoltre l'"incontro" avrebbe avuto un immediato effetto calmierante sulla psiche del "condannato", che in caso di sgarro da una condotta irreprensibile, avrebbe annunciato al mondo la necessità di una nuova "copia".
Questo fatto, oltre che indimostrabile e apparentemente mai avvenuto, rendeva il Gran Consiglio assolutamente indifferente sul tema: comunque la procedura in qualche modo funzionava,sia che sortisse il suo effetto, sia che dovesse essere ripetuta, e mai lo era stata.

Joe pensava che fosse strano che nell'uomo non esistesse un "programma analogo", un insieme di nervi e lampi di luce che potesse renderlo capace di reagire in quella situazione.
Ci pensava spesso, la questione per lui era importante.
Un poco di buono come lui sarebbe finito prima o poi nella Lista, non che ci fossero molti dubbi.
Giusto di quello stava pensando, camminando a testa bassa lungo la strada bagnata, guardando i piedi schizzare l'acqua e il suo riflesso frastagliato apparire e sparire nelle pozzanghere.
Uno di questi riflessi lo colpì...era nel posto sbagliato.
Alzò lo sguardo e si vide.
Con un balzo all'indietro riuscì a estrarre la sua pistola e a puntarla, proprio verso la "sua" faccia...e lì si bloccò.
Il dito congelato, il sudore gocciolante dalla fronte, il respiro mozzato.
Diavolo, era uguale...era lui.
Le stesse smorfie, lo stesso sorriso da marpione, la stessa voce....la voce...che aveva incominciato la rituale litania, in maniera ossessiva, con i suoni rimbalzanti sulle pareti di quel fetido vicolo dove si era buttato per ripararsi, un vicolo cieco che l'aveva lasciato solo con la sua condanna pronta a disintegrarlo..."Io sono te. Non puoi spararmi.."
Stava quasi per soccombere, quasi tremante e sudato oramai fino alle dita dei piedi, sottoposto a uno sforzo mentale oltre ogni limite, quando qualcosa che andava oltre la sua volontà, oltre le sue intenzioni, oltre il suo stesso essere e pensare, gli fece piegare il dito appoggiato al grilletto, tanto quanto bastava.

Il check-up automatico del robot fece in tempo ad avvertirlo che i circuiti di controllo del movimento, situati nella zona pettorale, erano stati in qualche modo disattivati, in realtà bruciati dalla scarica laser che li aveva colpiti. Il programma non fece in tempo a proseguire il suo check a quelli dorsali, perchè immediatamente dopo il clone "morì", giusto un attimo prima di svanire nel pulviscolo atmosferico.

Joe pensò solo una cosa:"C'è".

Da qualche parte il "programma analogo" c'era, e forse aveva anche un nome: istinto di sopravvivenza.

Passato, presente e futuro

Con "Un tuffo dentro al cuore" si chiude la parentesi legata alla mia esperienza torinese che era coincisa con un cambio di lavoro importante, cambio che ne aveva generati altri.
Parentesi che si è rivelata molto importante per il futuro e molto creativa.
Parentesi che meritava una ampia sezione a lei dedicata in maniera quasi esclusiva.
Parentesi che ha aiutato questo "luogo" dell'espressione a decollare, a riempirsi di contenuti, a "diventare" quello che si proponeva nell'incipit durante la fase di partenza (una continua costruzione mentale).

Ora deve continuare a camminare da solo.

Non sempre le cose che butterò qua dentro sono nuove o perlomeno attuali. Ho ancora da scartabellare, rileggere, spulciare. Però ogni volta che il contenuto sarà ripescato dal passato avrà una sua introduzione che lo "posiziona" nel tempo e nello spazio. Gli altri saranno parto di questa testa malata e di questi tempi.
Per non far torto a nessuno farò partire questo viaggio con un "pareggio", un racconto ripescato dalla notte dei tempi e un'idea nuova, che apparirà non appena si sarà compiuta.

Come sempre, buona lettura..