giovedì, agosto 31, 2006

6000 persone

Non vuole essere un racconto di una serata speciale, anche se lo è stata.
Non vuole essere una celebrazione, anche se forse ci starebbe pure.
E non vuole neanche essere un attestato di stima (un po' anche autostima) per chi ha contribuito a fare in modo che funzionasse tutto, anche se forse se (ce) lo meriterebbero.
E allora?
Sono due le emozioni forti che mi sono rimaste nella testa quella sera.
Completamente diverse.
La prima molto istintiva, molto "on the road".
"Dall'altra parte" di quando si fa uno spettacolo c'ero già stato, anzi, pure dalla parte di chi allo spettacolo partecipa attivamente , ma sempre, ovviamente, per cose limitate nello spazio e nel numero delle persone.
Sì, al massino poche centinaia in un teatrino.
Poi entri a far parte della macchina organizzativa di una serata di Beppe Grillo (oh già, ancora non avevo detto dell'oggetto del contendere...), che, per quanto sia un po' naif e a sorpresa, porta a riempire una delle piazze di Genova, migliaia di teste dietro le transenne, un tappeto che si estende a perdita d'occhio e che finisce solo dove l'impianto (che è quel che si poteva) permette alla gente di sentire, che è poi comunque dove tu quasi non vedi più.
E tu sei lì, in quel momento fungi diciamo da servizio d'ordine, guardi le prime file, quelli attaccati alle transenne, e poi ti sollevi un po' e guardi dietro quelli, e poi ancora dietro...e pensi..."oh cazzo".
E un barlume (lieve e appena appena accennato) di quello che vuol dire "guardare negli occhi" 10000 persone da un palco ti si affaccia nella mente.
Bello.
Bello montare, bello provare, bello esserci, bello smontare.
Bello persino entrare in macchina in un posto ASSOLUTAMENTE proibito per portare dei pezzi (he he he).
Bello tutto.
OK.
E poi?
La seconda va un po' più in là, e un po' più giù.
Mi ha colpito come un pugno durante, l'ho elaborata subito dopo, me la sono tenuta dentro per scriverla adesso.
Quando è venuto fuori che ci sarebbe stato da organizzare l'evento a sorpresa legato alla battaglia contro gli inceneritori, un po' ci siamo spaventati.
Siamo un gruppo abbastanza ristretto di persone assolutamente normali (anche se Manuela e Giacomo proprio normali normali non sono...ed è grazie soprattutto a loro se siamo qui a parlare di tutto ciò), con le loro vite e i loro problemi, impegni, cazzi, figli, mogli, parenti etc. etc.
Non ci chiamiamo mica "David Zard", e l'esperienza nell'organizzazione di una serata in piazza era prossima allo zero.
Nella discussione sul budget possibile, sui problemi tecnici, sui problemi logistici e tutto il resto, una nota polemica aveva un po' turbato la serenità di tutti: ma perchè il Beppe non ci mette lui a disposizione un service, un palco, dei microfoni...della gente che monti e smonti...diavolo, non possiamo mica pensare di investire centinaia di euro (se non migliaia)..e lui staff, organizzazione, impianti per i palazzetti e per le piazze ne ha a disposizione quanti ne vuole.
Perchè la regola era chiara: non voglio una lira, ci metto la faccia, le gambe e la voce, ci porto scienziati ed esperti, ma dovete arrangiarvi.
Qualcuno si era quasi arrabbiato, e io confesso di essere stato vicino alle posizioni di chi era non proprio d'accordo sulla posizione del Beppe.
Diciamo che, a fronte di precise richieste dello staff, mi chiedevo come si potesse pretendere uno sforzo organizzativo del genere da un gruppo di persone come noi e con poco tempo a disposizione.
Come è andata?
Un gruppo ristretto ha fatto da motore principale, qualcuno ha attivato conoscenze e chiesto in giro. Qualcuno (tipo me) è rimasto sul confine per vincoli legati a lavoro, famiglia o altro, sperando di poter dare una mano perlomeno quel giorno lì.
Poi l'impianto è uscito da un teatro.
Poi il tecnico del suono è venuto per la soddisfazione di venire, e con lui persone e mezzi che l'impianto l'hanno portato e riportato indietro.
E la corrente è uscita da Palazzo Ducale.
Insomma: abbiamo (soprattutto hanno) messo in piedi la cosa, abbiamo portato, montato, collegato.
E la gente è cominciata ad arrivare.
Durante la serata l'argomento "Gestione del rifiuto urbano e per quale motivo bruciarlo" è stato sviscerato, Beppe ha dato, ovviamente, spettacolo, la gente, tutta quella gente, non ha creato il minimo problema.
C'è stato un momento in cui mi è sembrato di capire che "quella" serata, per Beppe, era più sentita delle altre.
Da una parte è persino ovvio: Genova è la sua città, e che la serata di Genova andasse bene gli importava un po' di più probabilmente delle serate nelle altre piazze in Italia.
Ma c'era anche qualcosa in più.
C'era un po' il figliol prodigo che torna, c'era l'amarezza del sentirsi considerato come un approfittatore, un cercatore di fama proprio dalla gente della sua terra, c'era la rabbia di chi finalmente riusciva a essere a Genova, a parlare alla gente e non a un pubblico pagante, per dire che s'è rotto i coglioni di quelli che borbottano "e sci, u Beppe Grillo, intanto lui u'g'ha a villa a Sant'Ilario...".
E ha aggiunto una cosa su di noi, una cosa che più o meno recitava così:"io sono a vostra disposizione, io ci metto la faccia, e se ne trovano anche altri che sono disposti a mettercela, ma questa serata l'hanno messa in piedi un gruppo di ragazzi, gente come voi, con due palle così e che si è rotta i coglioni di essere presa per il culo da tutti".
Ora: a parte il brivido lungo la schiena e il groppo d'orgoglio al "due palle così" urlato a tutta quella gente che ti guarda con la tua magliettina del Meetup, improvvisamente ho capito tutto, la polemica della preparazione mi è sembrata fatua, e la mia posizione drammaticamente sbagliata.
C'è un motivo preciso per il quale Grillo non può e non deve partecipare in alcun modo nella organizzazione di questi eventi, oltre a dare la sua disponibilità a esserci.
Lui deve poter salire sul palco e poter dire che quella cosa lì l'ha fatta gente comune, perchè bisogna far muovere più gente possibile, e se vai a vedere una roba che hanno messo in piedi gli "amiconi del Beppe che gli ha pagato tutto", per quale motivo ti dovrebbe venire in mente anche una vaga idea di fare qualcosa?
Tu un "amicone del Beppe" non lo sei.
E noi, tanto per chiarire, non lo siamo.
Beh, certo, ora alcuni di noi un minimo di rapporto ce l'hanno, dopo un anno di attività grandi e piccole è ovvio.
Ma sempre legato a cose possibili da fare, a possibili partecipazioni...insomma: non è che si va insieme a fare la mangiata fuoriporta...ecco.
Beppe Grillo vuole fare da catalizzatore, da motorino di avvio, non da trascinatore delle folle.
L'unico modo per provare a cambiare le cose è che tanti si mettano in testa che facendo poco, ma insieme, si riesce a fare tanto.
E queste serate, oltre per lo scopo specifico, servono per dimostrarlo: "è gente come voi, non fanno gli organizzatori di professione, non si sono messi in testa di fare 'sta roba perchè gliel'ho chiesto io, non sono il mio staff, non sono discepoli, non sono adepti, non sono pagati da me".
Questo deve essere il messaggio, chiaro e limpido.
E deve poterlo mandare assolutamente sicuro di avere, almeno su questo, la coscienza assolutamente candida.
Ecco perchè.
Se l'effetto voluto nella gente che c'era si è prodotto, lo capiremo solo nel tempo a venire.
In effetti il gruppo ha bisogno di più partecipazione, perchè la cosa funziona a lungo termine se davvero poi si fa poco in tanti, sennò i molto pochi che reggono la maggior parte del peso prima o poi esauriscono le proprie energie (e forse anche un po' si rompono le palle di sentirsi sempre da soli).
Ma sicuramente quell'effetto su di noi era vivo e pulsante subito dopo, che già pensavamo a possibili serate con Travaglio, Fazio, Gino Strada...
Vedremo cosa poi riusciremo a fare, ma una cosa è certa: io (e credo anche gli altri) non me lo chiederò più perchè il Beppe ci mette solo la faccia, le gambe e la voce.

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