venerdì, dicembre 15, 2006

Lettera aperta (?) a Gino & Michele

La prima SMEMO comprata è stata quella dell'86. La seconda mi è stata regalata e l'ho trovata sorprendente...nel senso che ho trovato la sorpresa di un tot di giorni in più. Il tempo poi mi ha insegnato che la SMEMO aveva come pubblico preferenziale quello di giovani studenti (proprio come la milanese che per prima mi ha traviato con la stessa, ciao Roberta) e che quindi il formato originale era quello a 16 mesi, dal quale veniva derivato quello a 12, che anni dopo prenderà una forma ancora più autonoma. Ero giovane e inesperto, e soprattutto avevo un sacco di pagine in più da riempire. E così è nata questa lettera di protesta. Ogni volta che la leggo, fin da allora, appena finito di scrivere, mi chiedo cosa cavolo significhi la prima frase. Non l'ho mai capita.

E' inutile continuare a tormentarci come se il delirio non fosse ancora finito.Gino e Michele
La verità è che ci mancano le idee, e la calligrafia poi si rovina, ed è forse colpa mia se la SMEMORANDA '87 inizia tre mesi prima che quella '86 finisca?
Questo si chiama boicottaggio, e verrò su da voi a farvi ripiegare tutte le orecchiette che nasceranno in queste insulse pagine in più.
NON NE AVEVATE IL DIRITTO!
Come se la SMEMO fosse un'agenda come tutte le altre.
Ti eri già convinto di avere UNA solleva morale, UNA ritempra spirito, UNA madre-sorella-amicadelcuore-confidente-novelladuemilaadusopersonale ed ecco che Gino & Michele (in stampatelo per rispetto) te la sdoppiano manco fossero Silvan & Binarelli in tournèe ensemble.
EH NO! Così non si fa, cari miei agendieri..agendisti..managender programmagende o come cavolo si dice..eadessoiocheddevofà?
Mollare l'altra e iniziare questa, o finire l'altra e lasciare inutilizzati 90 fogli per i rispettivi 142560 quadrettini? (se non ci credete provate voi a contarli...)
Se ogni vostro aficionado ha perso 1Kg dietro a questo incredibile dilemma (ma che dico incredibile..credibile!) pensate a quale enorme peso devono sopportare le vostre coscienze (e meno male che siete in due, come Gianni & Pinotto, Stanlio & Ollio, Bruce & Bongo etc. etc.).
No, non potete dire che vi sentite male, che vi gira la testa e non ce la fate più a guidare, ma non fateci ridere a dire che...(continuate voi che Bennato la canta così veloce che io non riesco a scriverla) non potete evitare il confronto con i vostri lettori, non potete fermarvi ora, dovete leggere fino in fondo! (Non è vero, fate conto che l'ultima frase sia detta da qualcun'altro...è che la mano a volte scrive da sola..)
Nel lontano 1981 un idillio estivo con una milanese mi fece conoscere la SMEMO, e lì iniziò una lunga bolina (BOLINA non bobina) conclusa soltanto il Dicembre '85, quando riuscii a raggiungere la tanto agognata boa in una libreria milanese: finalmente ero uno SMEMORANDINO (o forse SMEMORANDESE ma delle mie difficoltà a trovare il sostantivo giusto ne avrete già piene le palle? scatole? pelotas?..) cioè un possessore di SMEMO (ma forse è più corretto ammettere che non sono io a possedere "lei" ma "lei" che ha stregato me) pronto a riempirla di notizie sconcertanti (cioè scontentantezze) e di nefandezze (cioè notizie nefandi), di deliri grafici e alfanumerici (tutta colpa del computer), di cronaca rosa, nera, verde,gialla, rossa...
Comunque sia l'intento principale era di riempirla , e non si può proprio dire che abbia avuto delle incredibili difficoltà (e ci risiamo con l'incredibile) anche perchè in talune occasioni ho dovuto aggiungere pagine supplementari perchè non ci stava tutto quello che avevo in mente (non avete mai pensato a un formato tabloid?).
Quindi una partenza al Gran Lasco (maiuscolo così sembra più veloce) con vento forte, e già non vedevo l'ora di arrivare all'altra boa, sognavo di una SMEMO già completa amorevolmente riposta nella libreria dei segreti per conservarla e accudirla "finchè morte non ci separi" e di un'altra già pronta ad accogliere fra le sue pagine le mie sconcertantezze ((notizie sconcertanti) e le mie notizie nefandi (nefandezze), i miei deliri grafici e (sentite rilegettevi le righe un tot fa che io mi sono già rotto).
E proprio quando sembrava che andassi così sparato che neanche il mixage di Italia e Azzurra mi sarebbe stato dietro, ecco la boa non prevista: UE' ma non è mica sempre Domenica (merda, mi ero preparato la battuta e poi non mi ci è stata: come spalla funziono proprio male..), vabbè che a volte lo spazio non mi bastava, ma avere per ogni giorno uno spazio doppio mi sembra un po' esagerato (e a me, da buon genovese, gli sprechi proprio non piacciono).
Ma chi me l'ha fatto fare di spendere tutti questi soldi per una specie di rompicapo psicologico atto a distruggere il morale (Amleto con un problema del genere è diventato pazzo e poi si è ucciso(?)), per un problema in più da aggiungere a quelli di una insulsa vita (come se non fossero già abbastanza)?
Nessuno.
Infatti io non l'ho fatto (e beccatevi il gioco di parole).
A me la SMEMO la hanno regalata. (Lo ho scritto completo per evitare di fare errori stupidi tipo l'anno, lh'anno, la'nno etc. etc.)
Dice:"Ma allora che ti lamenti a fare?"
Chi, io?
Mi sto forse lamentando della SMEMORANDA?
Per carità che poi chi me la ha regalata (per la forma verbale vedi sopra) si offende.
Per me è tutta colpa di Gino & Michele (in corsivo per disprezzo) che hanno sopravvalutato le capacità psicofisiche e di pazienza degli SMEMOFAN.
"Ma questa lettera non ha senso!"
E chi voleva darglielo.
Io volevo solo riempire le prime quattro pagine della nuova SMEMORANDA '87.

Marco Silveri

Nella lettera, fotocopiata dalle 4 pagine e regolarmente spedita, erano elencate alcune informazioni necessarie per il corretto funzionamento della stessa. In questa trasposizione ne sono state aggiunte alcune per spiegare alcune peculiarità legate alla scrittura manuale sulle pagine della Smemo.
Eccole.

ISTRUZIONI PER L'USO

  1. Si comincia dll'inizio
  2. Non cercate linguette da tirare. Non ce ne sono e anche se ce ne fossero sarebbero inutili: NON è una lettera minatoria
  3. Se non sei Gino e non sei Michele stai attento: ogni lettura non autorizzata è passibile di una condanna da 1 a 10 anni di ascolto continuo di canzoni di Claudio Villa presentate da Pippo Baudo e Mike Bongiorno che si litigano. Ospiti Pupo, Christian e Luis Miguel (la pena, già prevista per una lettura non autorizzata della SMEMO '86, non è applicabile a chiunque legga la presente tramite il blog nel quale è stata pubblicata. Sarei proprio un bel bastardo se la tenessi valida.)
  4. La battuta della Domenica sarebbe funzionata se la parola "Domenica" non fosse stata la prima a rimanere fuori proprio da Domenica 21 Settembre per finire in Lunedì 22.
  5. Ovviamente stampatello e corsivo scritti a mano libera sono diversi, qui no. Ma il senso spero sia chiaro lo stesso.
  6. Si inizia dall'incomincio

LEGENDA DEI SIMBOLI USATI

  • ! - punto esclamativo
  • ? - punto interrogativo
  • (?) - dubbio - i dubbi di questa lettera (dubbi angosciosi, oserei dire amletici, soprattutto il secondo) sono:
    1. ma "aperta" che vuol dire?
    2. alla fine Amleto si suicida sì o no?
  • 1 - uno
  • 2 - due
  • 3 - ok ok, simpatico, umoristico...ah ah..taglia corto
  • O - O o zero a seconda del cOntestO (per esempio czerontestzero non ha senso e da dire è una chiavica)

Infected

Che cosa volevano
quei due mercanti che continuavano a litigare
lo sa solo il destino
così crudele
da farmi perdere il sudore
in questa sporca bettola ai confini del mondo civile

Che cosa volevano
i gabbiani che spensierati sfioravano l'acqua
inquieta
del mare vicino alle scogliere?
I prati verdi occupavano l'occhio
interrotti solo da qualche cespuglio
e dal limite invalicabile dell'abisso
Un respiro
forte
Ah, questa sì che è vita

Che cosa volevano
trecento negri incazzati
che correvano
dietro l'unico cinese presente in questo buco di mondo
nascosto dietro l'angolo della grande City?
Forse spremerlo come un limone
o forse riportare tutto alla normalità
anche se di normalità
in questo posto
non si può proprio parlare
Forse è stato meglio rimanere nel dubbio

Che cosa volevano
le migliaia di turisti
che invadevano gli Champs Elysèe
se non trovare in quella bolgia
un po' dell'atmosfera di Parigi
così difficile da ingoiare dopo quella
fatidica
telefonata
E il cameriere mi chiede cosa voglio
milioni di immagini mi attraversano la mente
tutte della stessa persona
e dalla bocca mi esce:
"Avez vous en Lemonsodà?"
Potrebbe andare peggio?

Vita

Sceneggiato con puntate sempre eguali
e sempre diverse
battito di ciglia dell'infinito
breve, meravigliosa vita

E noi
sospesi sul filo della ragione
perdiamo volentieri l'equilibrio
ma tentiamo di cadere in piedi

E a volte non ci riusciamo

Gli anni 80 e la Smemo

Le SmemoIl mio compleanno si avvicina e ho avuto un regalo davvero speciale...la mia Mamma ha ritrovato in cantina la fatidica scatola cone le mie Smemo degli anni '80, per la precisione dall'86 (l'anno della mia prima Smemo...comprata cercandola con il lanternino a Milano in trasferta che a Genova ancora non arrivava) al 93...quelle dopo ce l'avevo già a casa.

Questa scoperta ha due effetti fondamentali: ho completato la serie di 20 (anzi, oramai 21) anni di Smemoranda e ho ritrovato un sacco di materiale che rischiava di perdersi nel tempo (come lacrime nella pioggia...).
Putroppo ancora risultano dispersi i foglietti (di questi tempi si potrebbe chiamarli "pizzini") che in Elsag erano stati riempiti di "scritture libere" (chiamarle poesie mi spaventa e mi sembra irrispettoso..).
Ma è anche vero che un po' di quelle cose sono state proprio trasferite nelle Smemo di quegli anni insieme alle cose nuove che scrivevo.

In particolare sono molto contento di aver ritrovato quelle Smemo che avevo il tempo di curare, e quindi sono piene piene di un vero e proprio diario (oltre che di robe creative), una precisa cronaca giornaliera che mi fa ritornare a quei tempi...è sorprendente scoprire come quasi tutto non sparisca dalla memoria, ma semplicemente si vada a nascondere, e di come basti una traccia per andarla a ritrovare.
Molte delle Smemo che sono venute dopo aver cambiato lavoro sono state lasciate purtroppo vuote, quando il tempo è diventato frenetico, quando l'ufficio e una scrivania dove trovare il quarto d'ora necessario a scrivere "quello-che-era-successo" è diventato un miraggio, quando la testa era occupata da tante, troppe cose.

Ma la Smemo è rimasta comunque una compagna del quale non sono mai riuscito a fare a meno. E che a volte ho ritrovato, a spizzichi e bocconi. E non me la faccio mancare neanche adesso che il "luogo" dove depositare le mie "cose" è diventato un altro.

Comunque: si apre una nuova sezione dedicata ai flashback. Fino a nuovo ordine, a meno di brevi parentesi che saranno comunque annunciate, tutto quello che troverete da adesso in poi sono estratti da quelle pagine, da quegli anni, da quei giorni.

Buona lettura...

giovedì, novembre 23, 2006

Mi ricordo

Continuo incessantemente
a muovere i miei pensieri in avanti

Percorro paziente tutte le strade
che si dipanano da questo presente
Che dipendono dalle scelte
mie e di altri
dalle stagioni
dalle idee bizzarre del destino
da fortuna e sfortuna
dal vento e dalle ali di una farfalla

Continuo incessantemente
a farmi delle domande
a cercare delle risposte
senza pretendere che siano sempre giuste

E quindi disegno, tinteggio, coloro
un affresco in movimento

Io mi ricordo già
tutto quello che sarà

Istinto di sopravvivenza

Faccio fatica a metterlo in una casella temporale.
E' scritto sul retro di fogli di un blocco note usato ai tempi delle superiori (dove si possono ritrovare alcuni appunti di radio elettronica) e quindi non penso che vada oltre i primi mesi di lavoro appena dopo il diploma.
Da non molto la fantascienza aveva virato verso scenari molto più cupi e realistici del far west galattico di Guerre Stellari, Ridley Scott principalmente ci aveva svelato con Alien e Blade Runner un futuro pieno di sporco, buio e incubi dietro agli angoli. Ovviamente ciò ha influito nella nascita e nello sviluppo dell'idea di "Istinto di sopravvivenza". Non è un caso che "Blade Runner" sia ancora in cima alla lista dei miei film preferiti e che le parole di Roy Batty, che sanciscono il definitivo crollo della sottilissima parete che sta fra i buoni e i cattivi, siano lì a piè pagina, a dare una brutale sentenza a tutte queste parole scritte.
E' un racconto immaturo, incompiuto, "giovane" perchè scritto da una mente ancora giovane. Ma quando l'ho riletto non mi è venuta voglia di buttarlo via (come altre cose che mai e poi mai riverserò qua) e tutto sommato bisogna vedere se la stessa testa non più così giovane e con molta più esperienza sarà capace di mettere una dietro l'altra le parole necessarie a scrivere un racconto compiuto. Diciamo che almeno lo sforzo di riassettare qualcosa qua e la lo farà.
E quindi...eccolo qua.

Era ormai trascorso parecchio tempo
da quando il Gran Consiglio aveva deciso di sostituire gli elementi più pericolosi con dei "cloni-robot", delle perfette copie che li sostituissero e che non generassero sospetti a quelli del Mondo Esterno.
La sostituzione avveniva con un rituale che nessuno, per paura di provvedimenti del Gran Consiglio, aveva mai tentato di interrompere, certi che loro non erano e non sarebbero mai entrati nella lista.
La "copia" arrivava quasi fuoriuscendo dal nulla e si presentava al "condannato", che invariabilmente reagiva recuperando una arma di difesa, tipicamente la sua pistola laser, e puntandola contro la sua immagine, rimanendo per un lungo e fatale momento sconcertato davanti a un se stesso camminante. La "copia" "durante" quel momento cominciava a ripetere con monotonia ipnotizzante una litania destinata a neutralizzare qualunque tentativo di ribellione.."Io sono te. Non puoi spararmi. E' impossibile. Sono uguale in tutto e per tutto. Io SONO te."..e infatti lo erano, copie perfette in ogni aspetto, comportamento, ricordo, pensiero, a parte la necessaria indifferenza verso l'originale, necessaria per poterlo eliminare senza esitazione e rimorso...ah...e ovviamente senza alcun istinto criminale, violento o no che fosse.
Gli occhi della "vittima", o "condannato"..fate un po' voi, si bloccavano, fissi verso l'infinito, verso un punto dove forse fuggire da una fine apparentemente ineluttabile. A quel punto la "copia" agiva, disintegrando l'originale e prendendone il posto.
In realtà non si sapeva se la procedura fosse infallibile, se tutte le copie avevano portato a termine il loro compito sostituendo i rispettivi "originali".
Che si sarebbero ben guardati dall'annunciare di aver con successo eliminato la copia, rimettendosi in lista per una futura eliminazione. Inoltre l'"incontro" avrebbe avuto un immediato effetto calmierante sulla psiche del "condannato", che in caso di sgarro da una condotta irreprensibile, avrebbe annunciato al mondo la necessità di una nuova "copia".
Questo fatto, oltre che indimostrabile e apparentemente mai avvenuto, rendeva il Gran Consiglio assolutamente indifferente sul tema: comunque la procedura in qualche modo funzionava,sia che sortisse il suo effetto, sia che dovesse essere ripetuta, e mai lo era stata.

Joe pensava che fosse strano che nell'uomo non esistesse un "programma analogo", un insieme di nervi e lampi di luce che potesse renderlo capace di reagire in quella situazione.
Ci pensava spesso, la questione per lui era importante.
Un poco di buono come lui sarebbe finito prima o poi nella Lista, non che ci fossero molti dubbi.
Giusto di quello stava pensando, camminando a testa bassa lungo la strada bagnata, guardando i piedi schizzare l'acqua e il suo riflesso frastagliato apparire e sparire nelle pozzanghere.
Uno di questi riflessi lo colpì...era nel posto sbagliato.
Alzò lo sguardo e si vide.
Con un balzo all'indietro riuscì a estrarre la sua pistola e a puntarla, proprio verso la "sua" faccia...e lì si bloccò.
Il dito congelato, il sudore gocciolante dalla fronte, il respiro mozzato.
Diavolo, era uguale...era lui.
Le stesse smorfie, lo stesso sorriso da marpione, la stessa voce....la voce...che aveva incominciato la rituale litania, in maniera ossessiva, con i suoni rimbalzanti sulle pareti di quel fetido vicolo dove si era buttato per ripararsi, un vicolo cieco che l'aveva lasciato solo con la sua condanna pronta a disintegrarlo..."Io sono te. Non puoi spararmi.."
Stava quasi per soccombere, quasi tremante e sudato oramai fino alle dita dei piedi, sottoposto a uno sforzo mentale oltre ogni limite, quando qualcosa che andava oltre la sua volontà, oltre le sue intenzioni, oltre il suo stesso essere e pensare, gli fece piegare il dito appoggiato al grilletto, tanto quanto bastava.

Il check-up automatico del robot fece in tempo ad avvertirlo che i circuiti di controllo del movimento, situati nella zona pettorale, erano stati in qualche modo disattivati, in realtà bruciati dalla scarica laser che li aveva colpiti. Il programma non fece in tempo a proseguire il suo check a quelli dorsali, perchè immediatamente dopo il clone "morì", giusto un attimo prima di svanire nel pulviscolo atmosferico.

Joe pensò solo una cosa:"C'è".

Da qualche parte il "programma analogo" c'era, e forse aveva anche un nome: istinto di sopravvivenza.

Passato, presente e futuro

Con "Un tuffo dentro al cuore" si chiude la parentesi legata alla mia esperienza torinese che era coincisa con un cambio di lavoro importante, cambio che ne aveva generati altri.
Parentesi che si è rivelata molto importante per il futuro e molto creativa.
Parentesi che meritava una ampia sezione a lei dedicata in maniera quasi esclusiva.
Parentesi che ha aiutato questo "luogo" dell'espressione a decollare, a riempirsi di contenuti, a "diventare" quello che si proponeva nell'incipit durante la fase di partenza (una continua costruzione mentale).

Ora deve continuare a camminare da solo.

Non sempre le cose che butterò qua dentro sono nuove o perlomeno attuali. Ho ancora da scartabellare, rileggere, spulciare. Però ogni volta che il contenuto sarà ripescato dal passato avrà una sua introduzione che lo "posiziona" nel tempo e nello spazio. Gli altri saranno parto di questa testa malata e di questi tempi.
Per non far torto a nessuno farò partire questo viaggio con un "pareggio", un racconto ripescato dalla notte dei tempi e un'idea nuova, che apparirà non appena si sarà compiuta.

Come sempre, buona lettura..

Un tuffo dentro al cuore

Devo fare un'ulteriore eccezione alla regola, e scrivere due cose su quello che seguirà. Il tempo di Torino era finito, ne era iniziato uno molto più turbolento. Quello che ha fatto finire una storia per farne iniziare un'altra, che poi ha portato una famiglia, dei figli. Questo testo si aggira lì nel mezzo. Una collaborazione fra Ryiuichi Sakamoto e David Sylvian aveva generato un capolavoro (HeartBeat) e da quello avevo preso spunto per il testo di una improbabile cover in italiano, pensando di parlare a una donna in crisi con la sua storia, con il suo uomo, con la sua vita.
Chi conosce il pezzo e il suo tema, può provare a canticchiarla.
Chi non lo conosce può rimediare cercandolo negli archivi, glielo consiglio vivamente, non se ne pentirà.
Gli ultimi due blocchi "coprono" quello che nel testo ufficiale veniva definito "rap", in pratica una sezione più parlata che cantata.
Buona lettura.

Quando scoprirai che il tuo Heart non ti sta aspettando
chiedi al vento che ti porti dove sai
far vibrare in te
quella tua magia
che sa renderti padrona ancora
della fantasia
che ti porterà
a tuffarti dentro al Heart, baby

Cerca attorno a te il fiore della vita
Di che colore è il cielo sopra di noi?
Non lasciare che
ti trascini via
la paura di volare ancora
Crea la tua poesia
e concediti
un tuffo dentro al Heart, baby

Ti costringerai
più vicina a lui
e contenta di giocare ancora
con la tua follia
precipiterai
come un sasso dentro al Heart, baby

Parlo di vita
e la vita sta correndo
la via si stringe
chissà se c'è un'uscita
Il battito del cuore è l'ultima speranza
ascolto il ritmo
respiro piano
ti guardo gli occhi
e stringo la tua mano
leggimi dentro la voglia di capire
il gioco è chiaro e non voglio barare
dimmi, amore, hai voglia di giocare?

Urla al mondo la tua felicità
grida al Heart la tua disperazione
lascia scorrere la sabbia tra le mani
lascia sciogliere la neve sopra ai rami
4 giorni da consumare in due
4 gemme da scegliere per tue
fai che il Heart comandi le tue dita
fai che il tuffo sia il centro della vita

Un tuffo dentro al Heart, baby

mercoledì, novembre 15, 2006

Visione

Caldo di notte e caldo anche di giorno
Voci lontane di autostrade piene
Ti guardi in giro e vedi solo afa
E ascolti solo gocce di sudore

Pensieri ardenti di voglie nascoste
Voglie nascoste alzano la testa
La testa picchia di dolore puro
E guardi il mondo che sogghigna piano

E pianti chiodi sulle tue certezze
E lasci libere le tue amarezze
Vagare piano senza far rumore
Nel paradiso che si chiama....

Storie di uomini senza confine
Che hanno pensieri pronti a decollare
Senza aver chiesto l'autorizzazione
E poi non sempre sanno cosa dire

Cogliere l'attimo e l'ispirazione
Senza riflettere su dove andare
Lasciare inchiostro sopra il cartoncino
Non sempre è cosa da pubblicizzare

Così è la storia a Luglio e anche a Natale
Così è la storia all'afa e al freddo polare
Ti senti solo e non puoi parlare
Farai di tutto per comunicare

E' alienazione che puoi respirare
E' una visione che sa trascinare
In mille case vuote di canzoni
Perchè non basta andare tutti al mare

Falsi pudori e paradisi vuoti
Regole nuove stanno per scadere
Chi salta pranzo rischia di restare
Senza aver niente poi da raccontare

Ma chi l'ha detto che bisogna andare
Ascolto solo gocce di sudore
Mi guardo in giro e vedo solo afa
E canto, solo, ho aria da riempire

Dentro una casa piena di energia
che sento ancora come casa mia
che a volte lascio senza andare via
fine del disco, è tutto, e così sia

Comete

Due stelle comete corrono nel cielo
e per quanto tempo hanno viaggiato insieme
Non sono da sole non si sono perse
ma quando si trovano non possono amarsi
Non possono dirsi quanto sono felici
e raccontarsi le stelle che han visto

E così
sono tristi
per solo un minuto
di amarezza
smisurata
e di amore perduto

E le loro compagne non sanno neanche
di quando due sguardi si sono incrociati
di quando una stella per un attimo solo
è apparsa di nuovo nel cielo gelato
Di come due cuori si sono scoperti
ancora vicini e così troppo lontani

E così
sono tristi
per solo un minuto
di distanze
annullate
e di amore perduto

Potrai mai capire che cosa vuol dire
compagna di viaggio da così tanto tempo
che cosa vuol dire per una cometa
vedere un po' di se stessa viaggiare nel cielo
e non potersi neanche fermare a parlare
lanciare uno sguardo per vederlo tornare

E così
sono triste
per solo un minuto
di distanze
infinite
e di amore perduto

Cercare

Cerchiamo facce sorridenti
che possano alleggerirci l'anima

Motivi per muovere le mani,
far lavorare la testa
e far correre le gambe

Cerchiamo aria da poter respirare
a
pieni
polmoni

Giochi
da consumarci le suole delle scarpe

Cerchiamo gente onesta a cui donare la nostra fiducia

Cerchiamo futuro da domare
dove poter lavorare
e lottare come avessimo vent'anni
dove trovare chi ha dieci anni di meno
con la stessa voglia di cose sane

Cerchiamo musica vera ora che è più facile poterla fare

Cerchiamo in questi anni
tutto quello che altri si vantano di aver avuto
e sappiamo che c'è
e non ci arrenderemo fino a che non lo avremo
stretto
in mano

Cerchiamo ogni giorno cose che sono state
e che ci sembra non possano essere più

Salagiochi

Colori violenti e mondi da scoprire
che si ripetono ogni duecento lire
Facce immutate da settimane
cercano vie per la soluzione

Il tempo stringe e la strada è lunga
i radar nemici mi hanno intercettato
Un gorilla impazzito getta dei barili
facendo urlare parole un po' poco gentili

Salagiochi di plastica ed alienazione
Salagiochi artefatta di finti campioni
Salagiochi satura di contraddizioni
Salagiochi mercato di disperazioni

L'idolo è arrivato all'ennesimo quadro
Il pubblico si fa sempre un po' più nervoso
Tutti trasudano invidia ed ammirazione
e prometto impegno e grande dedizione

Chi passa a farsi solo una partitina
viene trattato come uno straniero
viene accompagnato da una risatina
quando esce presto dalla competizione

Festa

(Ora, lo so, certe cose non si devono spiegare, o introdurre...ma questa una piccola nota introduttiva se la merita. Di tutto lo "scritto" a Torino questa è la pagina più deliberatamente spensierata. Si parla di una ipotetica festa fra ragazzi, forse l'età è quella delle superiori, ma anche le medie ci stanno...ecco, la festa delle medie...qualche anno dopo "Elio e le storie tese" hanno sviluppato anche loro lo stesso tema, tirando fuori uno dei loro massimi capolavori, almeno secondo il sottoscritto, chiamato "Tapparella", ma non vi nascondo che quando l'ho sentita un pensiero a questa cosa...mi è venuto spontaneo...per carità, non di confrontarla, ma solo il pensiero che la stessa idea aveva attraversato la mia e la loro testa...beh...loro sono EELST...e io solo Marco..e la differenza si vede, si legge e, per fortuna, non si sente..he he he)

C'è chi si guarda dritto negli occhi
chi sta scolando tutto il Martini
chi ha fatto incetta di pasticcini
ma sarebbe anche pronto anche a fare il bis

Le carte scatenano discussioni
il Monopoli occupa quelli buoni
i romantici sono passati dagli occhi ai fatti
nascosti da giacche buttate sui letti

Qualcuno s'azzarda a tirare fuori un pallone
e l'entusiasmo stronca ogni discussione
Lui lascia a metà la nuova relazione
Lei pensa delusa:"Cominciamo male.."

Tutto comincia con un compleanno
oppure soltanto una scusa banale
quello che conta è lasciarsi andare
che in tanti lo strano diventa normale

Così la chitarra diventa protagonista
e tutti in coro si saluta il tramonto
i più tenaci non si danno per vinti
e hanno già in tasca il menù della notte

Lui chiede se può riportarla a casa
Lei se lo concede in cambio vuole qualcosa
Il festeggiato tradisce un po' d'emozione
o forse è solo lo stress da organizzazione

Fine di una stagione (inizio di un'altra?)

Stanze vuote e valigie piene
Mente pronta
Si può ricominciare

E poi viaggiare
scappare da una luce
tuffarsi nel buio dell'esplorazione
Portarsi dietro solo l'essenziale
Bruciare tutto
Per ricoltivare
Nuove speranze
Nuovi orizzonti
E nuove strade da girare

Scappiamo da cosa poi chi lo sa
Cerchiamo che cosa solo novità
Viviamo quello che il tempo ci dà
Rendendolo magico come una favola

Ottimismo sfrenato e fiducia nel mondo
Azzurro davanti da sfogliare fino in fondo
La luce dell'istinto ci trascina a mille all'ora
e noi che siamo stanchi corriamo ancora e ancora

Compagne destinate a seguirci sconsolate
Travolte da un insolito destino ed abbagliate
Timoni fermi e punti di riferimento
in una vita che è veloce come il vento

E a volte non riusciamo frenare l'entusiasmo
ci facciamo prendere senza darci limiti
inseguendo sogni brevi come un attimo
che riempono ogni giorno come fosse l'ultimo

Parentesi di presente in una fetta di passato (Corro reprise)

...
corro
verso un dove che non c'è più
forse un dove che non c'è ancora..

Fine parentesi...si torna a Torino...

lunedì, novembre 13, 2006

Uno sguardo e via

Sai com'è
uno sguardo e via
un po' di amici
un po' di compagnia

Serata giusta
votata alla follia
la testa gira
vola la fantasia

E provi a fare un giro della morte con il cuore
Ti trovi ogni momento a pensare a quello sguardo
Ti svegli alla mattina con in bocca il suo sapore
E corri tutto il giorno per non essere in ritardo

E poi due occhi
uno sguardo e via
due mani strette
e voglia di magia

E provi...

Sai com'è
quattro labbra e via
il primo incontro
non credo che ci sia

Niente da fare
Niente da ricordare
Solo tenersi
per non cadere
Pericoloso
lasciarsi andare
Ma è così bello
sapersi innamorare

Primo amore

La tua dolcezza
riempiva i miei giorni felici
passati
correndo a fianco del tempo
pensando
che quello era tutto per me
che quello era tutto per te

Cos'è che fa
girare il mondo dietro a un'illusione
Cosìè che fa
battere il cuore dietro a un'emozione
Dietro ai sorrisi
che tu sapevi come dare con amore
ed io pensavo
che il mondo c'era perchè c'eri te

La tua amarezza
distrugge i miei pochi vent'anni
sprecati
fra monti e castelli di sabbia
giocati
per ciò che era tutto per me
e che non era tutto per te

Cos'è che fa
girare il mondo dietro a un'illusione
Cos'è che fa
battere il cuore dietro a un'emozione
Dietro a un sorriso
donato forse un po' con compassione
di un uomo solo
che si consuma dietro te

Una ragazza

Ho incontrato una ragazza
mi ha chiesto 3 rose in cambio di un bacio
le ho dato 3 rose e lei mi ha baciato
ma non mi ha svelato il suo segreto
di donna insicura che ha bisogno di un uomo
che le faccia da padre oltre che da marito
e così quel bacio è rimasto da solo

Ho incontrato una ragazza
mi ha chiesto 3 soldi in cambio di un bacio
le ho dato 3 soldi e lei mi ha baciato
ma non mi ha svelato il suo segreto
di donna sicura che non ha bisogno di un uomo
ma di un conto in banca che le compri l'amore
e così quel bacio è rimasto da solo

Ho incontrato una ragazza
mi ha dato 3 baci volendone in cambio
le ho dato 3 baci e l'ho resa contenta
mi ha svelato il segreto di bambina insicura
che aveva bisogno di me in esclusiva
e io le ho spiegato che non potevo accettarlo
così anche quel bacio è rimasto da solo

Ho incontrato una ragazza
non mi ha chiesto nè rose, nè soldi, nè baci
e a poco a poco quello che mi ha raccontato
ha sciolto il segreto che tenevo nascosto
di uomo insicuro in cerca di amore
e al primo bacio non mi sono stupito
di capire che solo non sarebbe rimasto

Falsi dolori

Sì, voglio proprio star male
voglio fare le mie gambe tremare
voglio pensare alla notte che viene
come ad un buio fitto senza confine
e alle persone che mi stanno intorno
come a serpenti a sonagli suonanti

Voglio trovare qualcuno da amare
e che mi faccia davvero soffrire
voglio lasciare la mia vita perduta
in bicchieri d'acqua alta due dita
Non ho bisogno che mi aiuti nessuno
sono bravissimo a fare da solo

E riesco sempre a spaccarmi la testa
contro pareti di zucchero a velo
E riesco sempre a trovare qualcuno
che non volendo sa stare al mio gioco
colpevole solo di essere stato
per un momento vicino al mio cuore

Verità

Quando quello che dici è quello che ti senti dentro
e le parole che ascolti non ti fanno ridere il cuore
non ti fanno pensare "ma che ci stò a fare?"

Quando quello che scrivi non l'hai neanche pensato
ma ti è uscito diretto dal profondo del buio
e lo leggi e ti chiedi "ma questo sono io'?"

Quando due occhi ti guardano e non puoi nasconderti
ti perforano il muro e ti lasciano muto
e ti osservato e scrutato da dentro

Quanto ti guardi negli occhi e sei tranquillo
quando fai qualche cosa e ci credi sul serio
quando alla sera fai i conti e ti senti più ricco

La verità ti è passata vicino
ti ha sfiorato soltanto e ne hai sentito il respiro
l'hai afferrata un momento ma è già scappata lontano
e ti ha lasciato il ricordo di come è bello star bene