Sono argomenti complessi e scottanti quelli che sto per affrontare.
Ci vorrebbe molta cautela, non so se ce la farò a mantenerla.
La tragedia dell'11 Settembre mi ha colpito molto da vicino.
Lo so, ha colpito tutti.
Ma io avevo qualcuno là.
Mio cugino lavorava nella trading room di Merryll Lynch, proprio in WTC Plaza...proprio a Ground Zero.
Proprio lì.
Ero in ufficio, una giornata come le altre. E qualcuno ha detto quello che stava succedendo.
Mi ricordo che nella mia testa tutto è cominciato a diventare surreale. Ho chiamato mio fratello, che era andato a trovare mio cugino da poco, per farmi rassicurare:"Ma il suo ufficio non è al WTC, vero?" "Certo che è lì, proprio dentro a una delle due torri, perchè?"...Lui non sapeva ancora.
E allora, più che surreale, tutto mi è sembrato grottesco.
La riunione nella quale stavo discutendo di un interessantissima opportunità, le battute, i discorsi...tutto lontano, ovattato.
Poi mi ha telefonato un altro cugino, il romano:"Tutto ok, è riuscito a uscire per tempo, è a casa di amici nel Village..."
Bene.
Ma quelle ore non me le scorderò mai.
E'successo quello che è successo.
Nel corso del tempo mi ricordo di aver pensato due cose, sempre comunque restando convinto che tutto quello che ci era stato detto era sostanzialmente vero.
La prima, ne avevo parlato mesi dopo con un mio amico in una classica serata da meditazioni sul senso della vita e sul futuro dell'universo, era che guardando le cose da un punto di vista oggettivo e razionale, rimuovendo del tutto la componente emotiva, un po' come se un extraterrestre avesse analizzato le cose come noi facciamo con gli animali, le conseguenze geopolitiche degli attentati erano state sostanzialmente due: gli Stati Uniti avevano potuto fare quello che volevano in Afghanistan senza che nessuno potesse dire niente (e poi è successa la stessa cosa in Iraq) e Israele, approfittando della generale distrazione di massa, aveva mandato all'aria il processo di pace in Palestina.
Durante la discussione ambedue ci chiedevamo se eravamo gli unici folli o c'era qualcun'altro che se ne era accorto, e avevamo ambedue la stessa sensazione: non pensavamo che fosse possibile che tutto fosse stato pianificato ed eseguito a proposito, ma se si fosse scoperto che qualcuno sapeva, aveva lasciato fare e si era lasciato sfuggire la situazione di mano...non ci saremmo sorpresi poi così tanto.
La seconda, molto più istintiva e "leggera", sempre che il termine sia adeguato alla situazione, era che quanto successo alle due torri dimostrava che gli ultrafighi e strapagati demolitori che passavano settimane a preparare accuratamente la posizione delle cariche esplosive e la sequenza di accensione, il tutto per far implodere un palazzo in quei modi così spettacolari, efficaci e soprattutto senza rompere i coglioni ai palazzi vicini, potevano tutti quanti andare in pensione: prendete un aereo, sbattetelo a caso contro il palazzo che volete buttare giù, et voilà...verrà giù bello preciso come il sole.
A quei tempi, del terzo grattacielo crollato non ne sapevo ancora niente (come molti di noi...peraltro).
5 anni dopo le cose sono un po' cambiate.
Certe idee non sembrano poi così "incredibili", anche se rimangono perlomeno difficilmente (emotivamente intendo) accettabili.
Certo che che ce ne sono altrettante difficilmemte credibili, che hanno fatto sorgere in sempre più persone delle domande che sono rimaste senza risposta.
Proprio in questi giorni sono approdati in televisione diversi servizi, documenti, interviste che riguardo l'11 Settembre mettono in serio dubbio la versione ufficiale dei fatti.
E adombrano una possibile macchinazione governativa proprio per rendere possibile le cose inevitabilmente successe dopo.
Prima di andare oltre: ho letto e mi sono documentato molto, prima che tutto finisse n televisione. Ho letto e visto molti dei documenti dei cosiddetti "complottisti" (anche se, in uno dei documentari, giustamente viene ricordato che "complottista" è chi il complotto lo mette in atto, e non chi tenta di smascherarlo) e anche un documento molto completo di "debunking", cioè di "smontaggio" delle tesi di chi mette in dubbio la realtà come ci è stata raccontata.
Mi sento di esprimere un parere, quindi, se non proprio perchè perfettamente informato, perlomeno come una persona che si è interessata, che non ha alcun motivo per essere anti-americano per forza, e che si è informata prima di "costruirselo".
Perchè mi sono informato e perchè voglio scriverne?
Perchè ritengo un mio diritto e un mio dovere essere informato e poter esprimere pareri, anche su cose che vanno molto oltre le mie competenze e funzioni in questo mondo, ma soprattutto per quelle ore che ho passato pensando che mio cugino fosse sotto quelle macerie, e per tutte quelle persone che non hanno avuto un lieto fine a quella storia come me.
Io sinceramente non so a che livello la cosa sia stata organizzata o semplicemente "controllate e guidata". Ancora faccio fatica ad accettare che un governo decida di sana pianta di mandare al macello alcune migliaia di persone solo per scatenare un'onda emotiva che gli permetta di fare quello che vuole.
Ma ritengo ancora più incredibile quello che ci hanno voluto far credere.
E se i parenti delle vittime per primi sono tra quelli che si sono accorti di qualcosa che non quadrava nel prima, nel durante e nel poi, e hanno posto ufficialmente delle domande che non hanno ricevuto alcuna risposta, allora penso che forse così strampalate e incredibili certe idee non lo sono.E il fatto che in Italia si sia saputo dei dubbi dei parenti delle vittime solo attraverso canali "non ufficiali", rende ancora più inquietante il tutto.
D'altronde anche in Italia abbiamo storie che non possono essere raccontate, altre che sono venute fuori solo perchè c'è chi si è sbattuto per farle venire fuori.
Vogliamo parlare del Vajont?
O di Ustica?
Ma quelli, nel bene o nel male, sono comunque "incidenti".
Questo ha tutta l'aria di non esserlo.
Uno dei problemi di questa storia è che non è più possibile pensare di fare un ragionamento oggettivo e trasparente.
Se la pensi in un modo sei un fascista/imperialista/amicodibush, se la pensi nell'altro sei comunista/anarchico/terroristamusulmano.
Lo trovo estenuante.
Quello che potrebbe essere successo l'undici settembre mi fa paura, più del fatto in sè.
Di questo, più che del terrorismo, ho paura.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento