Sto ancora rimestando in carte/cartelline/cartelle/scatole per ritrovare i fogli di un tempo passato.
Per ora ho ritrovato quelli di un tempo leggermente più recente.
Il mio primo cambio di lavoro è coinciso anche con la prima esperienza "fuori" di casa, non contando vacanze, campi e route vari.
Sono partito dal ventoso e solare mare della Liguria per immergermi nel gelido e nebbioso Piemonte. Ancora non lo sapevo, ma mi aspettavano 2 lunghi anni come cittadino di Torino. Non lo sapevo nel senso che 2 anni erano il limite massimo, in un tempo nel quale gli accordi verbali e le promesse fatte dal tuo capo avevano ancora un senso, e quello poi ho raggiunto per come è cambiato il lavoro nel tempo.
Vabbè.
Sono stati tempi scuri.
Sono stati tempi senza mai avere abbastanza tempo.
Sono stati tempi fertili.
Non mi sono mai rassegnato a essere diventato torinese, e sì che ero circondato da nuovi amici, e sì che mi divertivo a lavorare, e sì che mi divertivo anche dopo.
Ho scoperto quanto "stare" in un posto diverso FA la differenza.
E non stavo bene.
E scrivevo.
In mezzo a tante parole scritte, tipicamente meditazioni in notte solitarie, ecco un sacco di testi, alcuni accompagnati anche a una traccia musicale, altre semplicemente buttate lì, per suoni che sarebbero arrivati.
Alcuni mi piacevano, alcuni meno.
Alcuni venivano da dentro, alcuni sono stati buttati lì solo perchè avevo bisogno di scrivere qualcosa.
Quanto valgono non sta a me dirlo e non ha alcuna importanza.
Esistono.
Eccole.
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