Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti ha nella mia vita tutta una storia a sè, diversa da quelle che ho raccontato.
E' stata una specie di scommessa, una attestazione di fiducia (oh...quanta egocentricità in questa affermazione...) a perdere che si è rivelata quanto mai ben riposta.
Andrò a spiegare ed argomentare.
Prendo coscienza dell'esistenza di Jovanotti con la sigla di chiusura di un'edizione di Deejay Television formato estivo, una versione caraibica di Gimme Five della quale conservo gelosamente il vinile.
Tenete presente che la versione originale non l'avevo mai praticamente sentita. la radio, ai tempi, la sentivo poco e quindi il personaggio lo conoscevo in maniera molto vaga.
Oh, prendetemi per matto, ma quel pezzo aveva una carica di spensieratezza e gioia di vivere che mi aveva colpito.
Di più.
Mi ha fatto pensare che il ragazzo fosse "sincero", non costruito: si divertiva un casino, e non faceva niente per nasconderlo, cosciente di essere un pirla in mezzo a tanti pirla. Mi è diventato simpatico.
Quella è stata l'unica cosa di quelle che ha fatto che mi è piaciuta per un sacco di tempo. Ho sinceramente odiato "La mia moto" et similari.
"Ciao mamma" (ma è questo il titolo?) riavvicinava la voglia di genuina spensieratezza e la carica di gioia di quel vecchio disco. Lui continuava a essermi simpatico, e preferivo di gran lunga sentirlo parlare che cantare...
Quando ho sentito "Gente della notte" (sempre di quel tempo) ho pensato che tutto sommato poi qualcosa di buono sapeva combinare anche lui.
Poi è cambiato tutto.
Non voglio farvi la cronodiscografia, ma quel simpatico ragazzo sincero è diventato uno con le palle sincero...cioè, con le palle doveva esserlo anche prima, solo che adesso gli era più facile tirarle fuori e mostrarle a tutti...
Citerò solo una notte, in Francia, nella quale ho distrutto le orecchie dei miei colleghi con "Una tribù che balla" tentando di fargli capire che Lorenzo non era più, o meglio, non era SOLO quello della moto e di Rosita Celentano.
Ora: capita che nel 1997, mentre siamo in attesa di Matteo, se ne esce con "L'Albero", e lì dentro c'è "La linea d'ombra"...una folgorazione.
"Mi offrono un incarico di responsabilità": ogni volta che la sento mi vengono ancora i brividi...e pochi giorni dopo la sua nascita (di Matteo...intendo) ho fatto un piccolo strappo al buonsenso, sono andato al concerto, ho comprato il cappello Soleluna...era già suo allora, ed è suo ancora adesso, sarà suo per sempre.
Beh, adesso è il "loro", perchè sono diventati due.
Continua a essere lo stesso ragazzo.
Continua a essermi simpatico.
2 commenti:
ho letto
mi ha fatto piacere,mi sono emozionato.
ti ringarzio
gimme five (2)!
lorè
Ehm...non so se essere imbarazzato, sentirmi fesso...si sa che sogno sempre a occhi aperti...ma...
Cioè...lorè lorè??
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